Tutti sono d’accordo nel riconoscere che nella specie umana sono comprese le femmine, le quali costituiscono oggi come in passato circa mezza umanità del genere umano; e tuttavia ci dicono ‘la femminilità è in pericolo’; ci esortano: ’siate donne, restate donne, divenite donne’. Dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell’essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità. La femminilità è una secrezione delle ovaie o sta congelata sullo sfondo di un cielo platonico?” ( Citazione dal blog “unaltradonna” )
 
Non so definirla la “femminilità”.
So solo che mio padre, dopo la separazione, quando il padre di mia figlia, che allora aveva un anno e mezzo, ritornò a casa, mi disse:
Adesso Elena cerca di essere una donna!
Io sono rimasta pietrificata e spiazzata da quella sua esortazione. Sono rimasta MUTA.
Profondamente colpita dalla sua mancanza di rispetto per la mia persona.
Oggi, alla luce di come si sono evoluti i fatti, sono divorziata e mia figlia, diciottenne è anche lei pietrificata dalla mancanza di amore e rispetto da parte di suo padtre, credo profondamente che non sono mai stata e mai potrò essere una “donna”, una femmina come la cultura maschile di ieri e quella mediatica di oggi vorrebbero che io fossi!
 

Certo, sono passati molti anni da quel giorno e col tempo ho anche capito il senso protettivo di quelle parole e adesso sono consapevole della donna che sono diventata: sono un concentrato di sfumature: ci sono mille donne in me contemporaneamente e quindi sfuggo a qualsiasi rappresentazione. Sono l’Elena politica, l’Elena sognatrice, l’Elena romantica, l’Elena dolce, l’Elena che si indigna ……………………e soprattutto anche l’Elena felice di sè.