Ire è tornata! Sono arrivati alle undici e mezza sabato sera. Tutti accaldati e sorridenti, dopo la settimana in Germania.
Siamo rimaste a parlare in macchina, sotto casa fino all’una! Mi ha raccontato delle città visitate, dei musei, delle nottate senza dormire, delle incazzature e delle emozioni nell’essere dove c’era prima il muro e nel trovarsi in una piazza piena di parallelepipedi collocati su diversi piani a formare un labirinto percorribile, in memoria delle vittime dell’olocausto e del cuore in gola nel trovarsi in una stanza del museo sulle vittime con a terra un bassorilievo con scolpiti tanti visi e non poter evitare di camminarci sopra!
 
Come ogni volta, dopo un periodo più o meno lungo di distacco, accade la stessa cosa: mi trovo a guardare Ire e la vedo diversa, vedo davanti ai miei occhi meravigliati una donna sempre più consapevole di sè e continuo a guardarla ammirata e starei a sentirla parlare per ore, anche perchè lei è un fiume in piena e anche se la stanchezza la porta via non accenna a smettere di parlare!
 
Sono felice che lei ci sia, anche se e soprattutto perchè è già nella sua strada, nel suo percorso di vita e sono contenta che sappia affrontarlo con le sue forze, con l’amore che ha dentro di sè, con l’onestà che la contraddistingue da sempre, con l’intraprendenza della sua età.
 
Le voglio un bene immenso, infinito……………………………………   
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