Archive for marzo, 2011


The island of Rabbits, situated near the bay o...

Image via Wikipedia

28/03/2011

I quarantaquattro giorni del governo senza fare nulla

Mercoledì pomeriggio sei navi, con una capienza complessiva di 10 mila posti, saranno a Lampedusa per trasferire tutti i migranti presenti ancora sull’isola. Lo ha annunciato il commissario straordinario per l’emergenza umanitaria, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso. Nello stesso tempo il governo sta predisponendo in tutto il territorio nazionale la realizzazione di alcune tendopoli e la ristrutturazione di alcune caserme per ospitare i migranti, a Manduria. Non si fermano i lavori per l’allestimento della tendopoli nell’ex aeroporto militare di Chinisia, a poca distanza da Birgi. La scelta su dove allestire altre strutture di accoglienza, ha riferito il sottosegretario Mantovano, sarà fatta su una mappa di 13 aree dismesse delle forze armate. «È intenzione del governo – ha aggiunto – far sì che il carico di questa situazione venga distribuito su tutto il territorio nazionale».

 

Roberto Maroni, ministro dell’Interno, il 14 febbraio di quest’anno annuncia che ci si attende un esodo biblico. Su varie fonti di informazione le stime del Viminale parlano di cinquantamila persone attese sull’isoletta ( dove in un primo tempo c’erano otto carabinieri ad attendere a piè fermo migliaia di persone). La guerra in Libia non era ancora cominciata, formalmente. Cosa si stesse muovendo a livello di intelligence nel regime di Gheddafi è cosa che deve ancora essere raccontata.

Quarantaquattro giorni dopo a Lampedusa ci sono migliaia di persone, una manifestazione di protesta bche blocca il porto, cassonetti per le strade, focolai di una rivolta più che annunciata. Condizioni sanitarie inaccettabili e un consiglio dei ministri convocato nelle prossime quarantotto ore. Quarantotto.

Il quesito più elementare riguarda una professione, quella di chi fa il ministro dell’Interno e la sua squadra dai sottosegretari ai portaborse: “Come affronta un ‘esodo biblico annunciato’ il dicastero preposto anche a eventualità straordinarie, ma reali, possibili?”.

Non è una domanda banale, nemmeno tanto retorica. La risposta arriva a quarantaquattro giorni di distanza: costruiamo delle tendopoli. Mandiamo delle navi traghetto da diecimila posti ciascuna per l’evacuazione. Ma, afferma il Viminale, non sappiamo che cosa potrebbe accadere rispetto agli effetti migratori del conflitto in Libia.

La fiction che sorbiamo da anni sui film più avanzati tecnologicamente, ci insegna che l’universo dei satelliti sparsi poco sopra l’atmosfera terrestre è capace di fotografare nei minimi dettagli cosa accade in un determinato posto in ogni minuto della nostra esistenza. I radar umani e tecnologici del ministero, evidentemente, sono spenti.

Oppure. Un’emergenza che crea problemi e rivolte contro chi scappa e cerca una via di fuga sull’altra sponda del Mediterraneo è uno strumento utile, politicamente parlando. Utile come arma di pressione per i soci dell’Unione europea – i Paesi nordici sarebbero sordi all’idea di condividere un intervento di accoglienza – e soprattutto come strategia politica che fa leva sulla stanchezza di chi si vede letteralmente invaso da chi sta male e cerca una via di fuga.

Sentita al bar: “E questi pretendono addirittura che gli si dia da mangiare: dobbiamo anche apparecchiare la tavola?”. Bersaglio centrato.

Realisticamente, migliaia di persone che bussano affamate alle porte della Fortezza Europa, in primis dell’Italia, sono un problema da risolvere. Con gli albanesi del 1991 negli occhi l’amministrazione dello Stato ha una certa esperienza di cosa significhi attendere e sfamare una popolazione che arriva senza nulla, pronta a giocarsi il tutto per tutto. È una questione di equilibri sociali, per evitare che la temperatura salga troppo, che si verifichino quegli incidenti che, in parte, iniziano a verificarsi.

Il tema è tutto qui. Non ci sono scappatoie. La storia dell’umanità, e quella della guerra e dei conflitti, è storia di migrazioni, di spostamenti, di prime necessità.

La domanda è talmente elementare da mettere a nudo che cosa davvero pensino i quadri dirigenti di questo governo. Lampedusa deve scoppiare, l’ultima vittoria della realpolitik della destra.

PeaceReporter

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Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte

le porte della vita.

 

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda

Lui conobbe lei e se stesso,

perché in verità non s’era mai saputo.

E lei conobbe lui e se stessa,

perché pur essendosi saputa sempre,

mai s’era potuta riconoscere così.

Italo Calvino

VITA

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE

Ti vengo a prendere perchè non ho scelta
perchè so vivere una sera per volta
io ti vengo a prendere perchè dove andiamo
non importa

Ti voglio credere per come cammini
per le promesse che comunque mantieni
io ti voglio credere per quello che chiedi
e che non chiedi

è una città piuttosto dura
dipende quanto puoi pagare
e tu che sai quali porte aprire
sembri sapere come va a finire

sei qui per dire,
che il meglio deve ancora venire
che il meglio deve ancora venire

ti voglio credere perchè tu ci credi
perchè sei dolce tanto quanto sei dura
io ti voglio credere perchè sei sicura di qualcosa
ti vengo a prendere mi aspetto di tutto
e non dev’essere per forza perfetto
io ti vengo a prendere perchè ciò che è fatto
adesso è fatto

E la città ci fa passare
ha altri problemi a cui pensare
e tu che sai bene dove andare
devi sapere come va a finire
sei qui per dire
mi devi dire
che il meglio deve ancora venire
sei qui per dire
il meglio deve ancora venire

c’è qualcosa fra te e la vita
che non ho ancora conosciuto
mentre ridi così facilmente
c’è qualcosa fra te e la vita
chissà quanto vi conoscete
mentre ridi, mentre ridi

e la città risplende ancora
anche con poche luci fuori
e tu che non cambi direzione
sai di sicuro come va a finire

sei qui per dire
mi devi dire
il meglio deve ancora venire 

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AMORE DOPO AMORE
Derek Walcott

Tempo verrà
in cui, con gioia,
saluterai te stesso arrivato
davanti alla tua porta, davanti al tuo specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
stacca via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

 

Ho letto questo libro molti anni fa.

Ire, mia figlia, era piccolissima.

Lei era per me una piccola e immensa magia. Tuttora per me lei è magia.

Passavo ore ed ore a guardarla mentre con i suoi occhi di cioccolato. luminosissimi, scrutava il mondo.

E quando qualcosa la colpiva, prima osservava tutto attentamente e poi inarcando impercettibilmente le sopracciglia, alzava lo sguardo verso di me, spalancando occhi interrogativi, sprofondandoli nei miei a chiedere spiegazioni e conferme.  

Qualche volta lo fa anche adesso!

Ed è irresistibile!

Quegli anni sono stati tutto questo amore, ma sono stati anche tanto dolore, profondo e rabbia, tanta.

E poi in mio aiuto questo libro che leggevo di notte, fino alle tre le quattro del mattino.

Dopo aver fatto tutto il resto e prima di alzarmi per andare a lavorare.

Un libro meraviglioso che ha aperto il mondo dentro di me.

Che c’era già, ma di cui io non avevo ancora consapevolezza.

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http://www.youtube.com

http://www.youtube.com

Esplosione

di sapori e vibrazioni

Insondabile frenesia

Voglia di assaporare

Te

e.m.

Gustav Klimt 

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BUONANOTTE

Magica esplosione di suoni e colori

Tchaikovsky violin concert

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Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

noisuXeroi

loading a new life ... please wait .. loading...

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Se i tempi non chiedono la tua parte migliore inventa altri tempi. (Baolian, libro II, vv. 16-17)

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