DON GALLO: “LA CHIESA PAGHI LE TASSE E STIA VICINA AGLI ULTIMI. LO SCIOPERO? CE NE VORREBBE UNO CHE DURI ALMENO UN MESE”

TOIRANO (SAVONA) – Alla festa dell’Anpi che si è tenuta ieri a Toirano nel savonese, Don Gallo come sempre non usa mezzi termini e difende l’emendamento dei radicali sulla richiesta di contribuzione del Vaticano all’economia del Paese. Secondo il prete genovese infatti, l’emendamento non solo è “giusto”, ma rappresenta anche “un’occasione per la Chiesa stessa per recuperare la strada maestra della sobrietà e della vicinanza con gli ultimi”.

In occasione della presentazione del suo libro “Di sana e robusta Costituzione”, il fondatore della comunità per tossicodipendenti “San Benedetto al Porto” ha richiamato la platea ai valori fondanti del testo costituzionale, criticando “il moralismo della Chiesa” soprattutto in tema di sessualità. Il prete genovese ha poi esaltato la necessità per le donne di rivendicare con forza i loro diritti e non ha risparmiato critiche a un governo che “colpisce sistematicamente il bene pubblico in tutte le sue forme”.

L’attacco è rivolto soprattutto a Comunione e Liberazione, ribattezzata per l’occasione “Comunione e Lottizzazione”. Don Gallo ha poi aggiunto che “l’Italia è una Repubblica, cioè ‘cosa pubblica’, è laica, democratica e antifascista” ed ha concluso citando Don Milani: “Le uniche due armi che ha il popolo sono il voto e lo sciopero”. Il prete genovese ha però spiegato che in questa fase storica “non basta uno sciopero di un giorno. Ci ne vorrebbe uno di almeno un mese”.

Don Gallo ha infine individuato le responsabilità della crisi mondiale in un “sistema disumanizzato governato dalla Finanza, lontano dai reali bisogni delle persone”, ricordando come le rivendicazioni dei giovani al G8 di Genova nel 2001 “non siano state volutamente comprese”.

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