Archive for novembre, 2011


Lord scrive che  “l’amore consiste in questo, nella resa totale”

e aggiunge …………………………….

Non ho cambiato idea sul sacrificare qualcosa di sé, ma alcune correzioni le apporto. Dico che si può “sacrificare” tutta la propria essenza se l’altro sacrifica per noi tutta la propria, allora non si tratterrà tanto di un sacrificio, ma di un dono, l’unico vero dono possibile, l’unico vero modo di amare, la resa totale”

Io penso che non si possa parlare di sacrificare tutta la propria essenza, anche se fosse reciproco il sacrificio, penso che si tratti semplicemente di accettare l’altro e amarlo per come è.

Questo credo che sia il dono più prezioso che ci si possa scambiare,

questa per me è la resa totale,

questo per me significa amare.

Questo modo di amare, almeno per quanto mi riguarda, è quello che si rivolge ai figli, dopo essersi resi conto che i nostri figli sono molto diversi da noi, anche se vengono da noi.

Mia figlia è diversissima da me anche se un po’ mi somiglia perché è cresciuta con me e nei primi anni di vita i bambini tendono ad emulare il genitore, ma poi è stata libera di sperimentare e mettendosi in discussione con lo scorrere della vita ha sviluppato un suo pensiero, un suo modo di relazionarsi che per forza di cose non è il mio, ma io le voglio bene proprio per  questo ed allora perché non si può riuscire ad amare tutti così?    

Certo amare così implica consapevolezza di sé e di chi abbiamo la fortuna di avere vicino ed è quindi impegno e passione, un percorso non facile ma sicuramente emozionante.

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Se non superiamo l’ansia dell’amore senza limiti,

non potremo crescere emozionalmente.

Se non attraversiamo il dolore della nostra propria solitudine,

continueremo a cercarci in altre metà. …

Per vivere a due, prima, è necessario essere uno.

Fernando Pessoa

Per tutte le violenze consumate su di lei,

per tutte le umiliazioni che ha subito,

per il suo corpo che avete sfruttato,

per la sua intelligenza che avete calpestato,

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,

… per la libertà che le avete negato,

per la bocca che le avete tappato,

per le sue ali che avete tarpato,

per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una donna.

(William Shakespeare)

24 novembre 2011

Durante lo scambio di prigionieri dello scorso mese, non un bambino palestinese è stato rilasciato dalle prigioni israeliane, dove ne sono rimasti più di 160 dietro le sbarre.

Ho letto un’infinità di articoli e visto un sacco di video sul ricongiungimento di Gilad Shalit con la famiglia a cinque anni dal suo rapimento. Il commento usuale riporta che “aveva solo 19 anni quando nel 2006 è stato crudelmente ed illegalmente portato via per mano di Hamas”. Ho sentito parlare di lui negli ultimi cinque anni. Conosco il suo nome meglio di quelli dei miei compagni di classe.

Tuttavia, quello che ho già dimenticato sono i nomi dei 477 palestinesi che sono stati liberati. Quello che non saprò mai sono le storie delle migliaia di palestinesi che passano la vita intera dietro le sbarre, lontano dalle loro famiglie e dai loro amici. Delle migliaia di bambini, donne e uomini tuttora detenuti nelle carceri israeliane. Dei bambini che sono cresciuti in cella. Dei genitori che hanno visto strappare i loro figli dalle mani, portati via senza il loro consenso, costretti a guardare da lontano aspettando di sapere dove fossero i loro bambini e pregando che non venissero torturati, almeno non troppo.

Questi sono gli eroi senza volto e senza nome che sono stati liberati in questo scambio, mentre altri migliaia continuano a languire nelle prigioni.

Ashraf Baluji, Imad Abu Rayyan, Imad al-Masri e Yusuf al-Khalis avevano solo 18 e 19 anni nel 1991 quando furono arrestati. Facevano parte dei primi 477 prigionieri della guerra a essere stati rilasciati in cambio di Gilad Shalit, dopo aver passato più di venti anni in carcere. Assurdo, il 1991 è il mio anno di nascita. Per ogni respiro che ho fatto, per ogni momento che ho vissuto, loro erano rinchiusi e torturati.

In ogni articolo che ho letto che si riferisce a Shalit e ai 1027 palestinesi liberati nello scambio come numero o come “militanti”, il giornalista dimentica sempre di menzionare che Shalit era un soldato addestrato e armato che era stato “rapito” da un veicolo dell’occupazione militare; che la maggior parte dei prigionieri palestinesi non sono mai ricorsi ad atti criminali o militari contro Israele e che sono stati solo accusati di resistenza contro l’occupazione israeliana. Per opportunismo hanno dimenticato i tanti bambini palestinesi presi e portati via dalle proprie case, di solito negandogli le visite dei genitori o degli avvocati.

Nel 2009 la rivista Time ha pubblicato una storia su Walid Abu Obeida, un giovane agricoltore palestinese che a soli tredici anni fu fermato mentre tornava a casa da due soldati israeliani con i fucili puntati. Lo hanno picchiato e arrestato mentre i suoi genitori si chiedevano dove fosse e perché non era ancora a casa. (cfr. “Does Israel mistreat Palestinian child prisoners?,” 30 giugno 2009).

Purtroppo, il modo in cui hanno trattato Abu Obeida non è un caso isolato. Secondo le ultime stime dell’ottobre 2011 stilate dalla sezione palestinese della Defence for Children International, 164 bambini palestinesi tra i 12 e i 17 anni sono in carcere, di cui 35 che hanno un età tra i 12 e 15 anni. (Bambini detenuti, dati al 7 novembre del 2011).

Molti sono confinati senza processo o sentenza, mentre altri sono condannati – spesso in modo falso – per aver lanciato pietre ai carri armati israeliani che occupavano le loro terre e che demolivano le loro case.

Elementi chiave dimenticati

Israele ha arrestato più di 650.000 palestinesi, ovvero il 20% della popolazione, dall’inizio dell’occupazione della Cisgiordania nel 1967. Quando ne parliamo, di solito si dimentica il fatto che Israele occupa la Palestina. I palestinesi vengono uccisi e rapiti nelle loro case e processati nei tribunali israeliani, dove i testimoni palestinesi non hanno il diritto di intervenire, mentre altri sono incarcerati, senza processo o accusa, sotto “detenzione amministrativa”.

Dando un’occhiata alla lista dei prigionieri rilasciati, ho trovato il nome di Akram Mansour, arrestato a 18 anni. Ha passato più di 30 anni a soffrire e a languire nelle carceri israeliane per essersi opposto all’occupazione israeliana del Libano. A 51 anni finalmente è riuscito ad assaporare un po’ di libertà – anche se senza sua madre, suo padre e sua sorella che sono morti mentre era sotto la custodia di Israele – prima che il tumore al cervello sviluppato nelle prigioni israeliane abbia iniziato a portargli via la vita. In un’intervista online in arabo rilasciata a Mansour, dice di soffrire di paralisi alle dita, per i denti che gli mancano e la perdita di memoria a causa delle torture a cui è stato sottoposto, che andavano dalle martellate sulle dita, agli aghi nella fronte per farlo urinare e, in caso di lamentele, a farlo spogliare al freddo e al colpirlo con secchiate di acqua ghiacciata (“The suffering of the liberated prisoner Akram Mansour,” 24 ottobre 2011 [arabo]).

Derubati dell’infanzia

Ragazzini palestinesi di dodici anni vengono derubati della loro innocenza e dell’infanzia dietro le sbarre. I ragazzi di sedici anni vengono processati da Israele come fossero adulti, anche se secondo la legge internazionale e anche quella israeliana (per gli israeliani) la maggiore età arriva con i diciotto anni. Madri e sorelle vengono arrestate e accusate di terrorismo per essersi opposte all’occupazione. I bambini vengono costretti a crescere senza genitori. Gli uomini vengono accusati e condannati all’equivalente di 36 ergastoli per essersi opposti al genocidio. In totale, 1027 persone sono state liberate, mentre 5000 rimangono prigioniere.

Gilad Shalit verrà ricordato come un eroe sopravvissuto a cinque anni di rapimento, durante i quali ha avuto controlli medici regolari e ha vissuto nelle migliori condizioni che Gaza potesse fornire sotto l’assedio israeliano. Questo è più di quanto si possa dire dei prigionieri palestinesi, che spesso vengono privati dei servizi di base, inclusa l’assistenza medica quando necessaria.

Oggi Shalit è un uomo che gode di una libertà senza limiti. Invece, ai 477 palestinesi liberati nella prima parte di questo scambio è stato permesso di tornare a casa solo a condizione che facciano rapporto a Israele ogni mese e che non viaggino in altre città palestinesi; oppure, sono stati confinati dove non hanno la possibilità di vedere le loro famiglie in Cisgiordania (alle quali non è permesso entrare a Gaza); oppure sono stati esiliati addirittura fuori dall’intero paese, vietando qualsiasi tipo di ritorno a casa. Adottando queste misure per impedire il ricongiungimento con i familiari per i prigionieri rilasciati, Israele viola il più basilare dei diritti umani. L’Articolo 12 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici dichiara: “Nessuno dovrà essere arbitrariamente privato del diritto di entrare nel proprio paese.”

Una vita è una vita, e un essere umano è un essere umano. Quindi, molti ora chiedono perché la vita di Gilad Shalit vale quanto quella di 1027 palestinesi. Farsi questa domanda significa non comprendere Israele. La vita di un israeliano ha un valore incommensurabile, mentre la vita di un palestinese pesa poco o niente. Penso di parlare a nome di molti palestinesi quando dico che sono contenta che Gilad Shalit sia a casa, al sicuro con la sua famiglia, che i palestinesi più di chiunque altri capiscono cosa voglia dire perdere un padre, una madre, un fratello, una sorella, una figlia e così via. Più di chiunque altro, i palestinesi comprendono la gioia che lui e la sua famiglia possono provare ora che è tornato.

Personalmente, credo che uno scambio equo sarebbe stato rilasciare tutti i prigionieri palestinesi in cambio di tutti i prigionieri israeliani, cioè il solo Gilad Shalit, piuttosto che far valere una sola vita per 1207. Tuttavia, sapendo che Israele non sarebbe mai stato d’accordo, mi congratulo con Hamas e il popolo palestinese per la loro vittoria. E prego per i restanti 5000 palestinesi che sono sotto la custodia di Israele, e per gli altri che vengono arrestati per riempire le celle che sono state da poco svuotate.

Dana Halawa è un’americana-palestinese di 20 anni che studia medicina alla Jordan University of Science and Technology in Giordania.

DANA HALAWA ********************************************

Fonte: Why is an Israeli soldier worth more than a Palestinian child?

08.11.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

Luciano Ligabue a una conferenza stampa a Vero...

Image via Wikipedia

Ora e Allora

Un conto è volere vedere le stelle un conto è farsi guidare

Un conto è saperle là in alto e lasciarle un pò fare

Un conto è la rabbia che provi a 20 anni un conto è la rabbia a 40

Un conto che intanto non sembra cambiare mai niente.

Sai che ora e allora e ancora così a rubare l’amore che si fa rubare

Un conto è la mappa di tutti i locali un conto è dovere star fuori

Un conto è sentire che riesci a lasciarti dormire

Un conto è svegliarti e sentirti già stanco

un conto è trovarla di fianco

Un conto è sentire che il fuoco non è ancora spento

Tanto ora e allora 

e ancora così a rubare l’amore che si fa rubare

Ora e allora e quando sarà su una fune sottile con il proprio stile

Un conto è la vita che imposta il suo gioco

un conto è averlo capito

Un conto è ripeterti spesso che sei fortunato

Tanto ora e allora

e ancora così

a rubare l’amore che si fa rubare

Ora e allora

e quando sarà

su una fune sottile

con il proprio stile

Ligabue

http://youtu.be/Rfu3pRgGI9M

Ho ancora la forza che serve a camminare,

picchiare ancora contro per non lasciarmi stare

ho ancora quella forza che ti serve quando dici: ‘Si comincia !’

E ho ancora la forza di guardarmi attorno

mischiando le parole con due pacchetti al giorno,

di farmi trovar lì da chi mi vuole

sempre nella mia camicia…

Abito sempre qui da me,

in questa stessa strada che non sai mai se c’è

e al mondo sono andato,

dal mondo son tornato sempre vivo…

Ho ancora la forza di starvi a raccontare

le mie storie di sempre, di come posso amare,

di tutti quegli sbagli che per un

motivo o l’altro so rifare…

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa

o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,

di dirvi che comunque la mia parte

ve la posso garantire…

Abito sempre qui da me,

in questa stessa strada che non sai mai se c’è

nel mondo sono andato,

dal mondo son tornato sempre vivo…

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,

di scegliermi la vita masticando ogni metro,

di far la conta degli amici andati e dire:

‘ Ci vediam più tardi …’

E ho ancora la forza di scegliere parole

per gioco, per il gusto di potermi sfogare

perché, che piaccia o no, è capitato

che sia quello che so fare…

Abito sempre qui da me,

in questa stessa strada che non sai mai se c’è

col mondo sono andato

e col mondo son tornato sempre vivo… 

http://youtu.be/UoVJxdyC5Rk

sabato 12 novembre 2011

HANNO DICHIARATO GUERRA ALL’ITALIA MA NESSUNO
LO DICE – EDITORIALE

HANNO DICHIARATO GUERRA ALL’ITALIA: LE LOBBY
CHE FINO A IERI HANNO “GOVERNATO” SOTTOBANCO GLI USA, STANNO ESTENDENDO IL LORO
DOMINIO ALL’EUROPA: HANNO INIZIATO GLOBALIZZANDO IL MERCATO, AUMENTANDO I POTERI
DEGLI ORGANI SOVRANAZIONALI, HANNO IMPOSTO LA “MONETA UNICA” EUROPEA DI CUI
HANNO IL CONTROLLO, E ORA VOGLIONO RENDERCI SCHIAVI: ATTRAVERSO IL DEBITO
GENERATO DAL LORO SISTEMA ECONOMICO.

Berlusconi, i ministri, i
parlamentari di maggioranza e opposizione, i giornalisti di TV e giornali…
SANNO MEGLIO DI NOI come funziona
il sistema economico
… sanno meglio di noi che le
lobby bancarie stanno “invadendo” l’Italia…
la differenza rispetto

alle aggressioni subite da Iraq, Afganistan, Libia & Co. è che contro di
noi stanno utilizzando le “armi del debito”, le armi “economiche”, della
speculazione dei mercati che manovrano a loro uso e consumo; armi che
forse causano danni PEGGIORI di quelle “esplosive”.  Dietro alla
speculazione, alla “crisi del debito” ci sono le stesse potenze economiche che –
per coltivare i loro interessi – hanno dichiarato guerra
ad altre nazioni utilizzando le “armi convenzionali”
.

Perché
nessuno di loro prende le PALLE in mano e dice davvero agli italiani cosa sta
succedendo?!? Sig. Berlusconi, ci pensi bene… perché lei ha tante colpe, ma
pagherà anche quelle che non ha… sarà un perfetto “capro espiatorio” con la
quale giustificare tante, tante nefandezze.

La BCE, massima
espressione del “Nuovo ordine mondiale” in Europa, ci ha dichiarato guerra e
nessuno lo dice. (Il peggio è che molti cittadini, controllati
dalle “armi di distrazione di massa
” non se ne accorgono nemmeno) i

massimi dirigenti della Banca Centrale (una banca privata che produce profitto
per i propri soci/azionisti) ci stanno invadendo. Fino a ieri si sono
“limitati” a minacciare il nostro governo con i “missili” dei “mercati”
(controllati dai potenti, molti dei quali fanno
parte del gruppo Bilderberg di cui fa parte anche Mario Monti
) e dello

“spread”; solo pochi mesi fa, hanno imposto una “finanziaria” da 50
miliardi, e oggi senza nemmeno sentire l’esigenza di nascondersi, stanno
assumendo il controllo del GOVERNO DEL PAESE
: non hanno fatto nemmeno lo

“sforzo” di farsi eleggere…

E il fatto che Luca
Cordero di Montezemolo non sia ancora sceso in campo “ufficialmente”,
nonostante da molti mesi stia spianando il terreno, alimenta il sospetto,
nemmeno troppo infondato, che lo faccia in futuro, dopo la “tempesta”:
quando le misure “lacrime e sangue” assunte da poteri forti a lui forse non
troppo “estranei”, saranno già state varate; il momento d’oro per uscirsene,
sostenuto da una grande campagna mediatica, come “salvatore della
Patria” che farà da “anello di congiunzione” tra “Grande Centro” e
“Centrosinistra”, che nel frattempo avvallano la mattanza sociale, senza però
sporcarsi le mani. Montezemolo può far convivere sotto lo stesso tetto i
“postfascisti” finiani insieme ai “postcomunisti” radical chic del Partito
Democratico; sopratutto, può rendere la coalizione digeribile ai rispettivi
elettorati.

Berlusconi ha coltivato i propri interessi personali, è
sicuro: ma sono POCA COSA rispetto agli interessi che coltivano i
signori delle banche centrali, ovvero gli “emissari” del NWO (New World Order)
che controllano le principali lobby finanziarie (In USA ci sono una
quarantina di lobby che controllano migliaia di grandi aziende e capitali
incredibili in tutto il mondo) nonché le istituzioni finanziarie: la “FED”,
la BCE, il FMI e tutte le “banche centrali”
Rotschild

Per convincere gli italiani a votarlo, e arrivare al
governo, Berlusconi ne ha inventate di tutti i colori con le sue TV: dal
“contratto con gli italiani” alla promessa di milioni di posti di lavoro;
questi invece non li ha votati nessuno: si sono fatti spazio,
minacciando di farci fallire con i loro “giochetti virtuali”. A condizionare
questo “benedettissimo” spread sono le LORO MANOVRE sul mercato
finanziario; manovre ordite con lo scopo ben preciso di ottenere questi
“risultati”; Con il loro “giochino virtuale” (borsa e mercati) che esiste
solo nei loro computer, possono generare immensi profitti; possono mandare sul
lastrico milioni di risparmiatori, possono far fallire uno Stato intero:
l’aumento dello Spread (che provocano deliberatamente) costringe lo stato a
pagare tassi di interesse più alti, che possono diventare insostenibili.
Berlusconi per ottenere benefici in Libia baciava le mani a Gheddafi; questi
gli
hanno dichiarato guerra, imbavagliando i giornalisti di tutto il mondo
, ai

quali propinavano le loro “veline” sui “bombardamenti chirurgici”…

Fino
a dieci anni fa, per dichiarare le guerre dovevano sforzarsi di trovare “scuse”
serie, dei motivi almeno apparentemente condivisibili da far “ingoiare”
all’opinione pubblica. Ora di punto in bianco, accendi la TV e scopri che è
partita un’aggressione militare verso la Libia: danno il “via” ai loro piani,
sicuramente ben pianificati in segreto, senza dare all’opinione pubblica il
tempo di capire il motivo. In passato, le guerre dominavano l’informazione, che
pur essendo controllata faceva la propria parte: quantomeno ne parlavano. Nel
caso della Libia, invece, ne è stato parlato marginalmente, non sembrava nemmeno
che ci fosse una vera e propria guerra in corso…

I politici sono
benestanti: forse pensano di essere esentati dalla crisi, ma si sbagliano.
Perché se questo paese diventerà un posto di m…da, lo sarà anche per loro e
per i loro cari. I nostri politici sono tutti “maturi”, sanno bene come si
viveva in Italia vent’anni fa: si stava tutti meglio, politici compresi. La
classe politica, come è emerso da tangentopoli, rubava almeno quanto oggi:
ma si viveva bene, ed i politici erano benvoluti, qualcuno
di loro aveva la fila sotto l’ombrellone
di persone che andavano a

chiedere una raccomandazione; oggi l’idea che gli italiani hanno dei politici,
generalizzando, è quella di una banda di ladri che andrebbe arrestata per
“associazione per delinquere” finalizzata a commettere una lista infinita di
reati: devono girare con la scorta, come i magistrati che indagano sulla
mafia, e vengono accolti a fischi e insulti: solo la presenza dei bodyguard,
evita loro di ricevere sputi (ne
sa qualcosa Pannella, che alla fine non è dei peggiori
) E se le cose

sono degenerate ai livelli attuali, una parte della responsabilità è da
addebitare a loro, che hanno banchettato sfacciatamente infischiandosene del
paese. Sessanta milioni di Italiani potevano permettersi il lusso di tollerare
gli stravizi di questi mille privilegiati: ora non più.

Ma i poteri forti
che stanno assumendo la guida del mondo, al di sopra dei governi delle singole
nazioni, si stanno prendendo tutto: progressivamente ma inesorabilmente, e come
un pozzo senza fine, pretendono sempre di più. Questi non si accontentano di
tartassarci, di toglierci metà dei nostri guadagni; questi vogliono “il
sangue”, come quello che fanno scorrere nei paesi dove per coltivare i
propri interessi, sganciano le bombe. Etica, moralità, pietà per loro non
esistono: esiste solo il profitto, e in nome di quello sacrificano qualsiasi
cosa. Grazie al loro “sistema economico”, ogni giorno muoiono migliaia di
persone:
i popoli dell’Africa e di buona parte dell’Asia e del Sud America
sono

condannati alla povertà.

Ora avete capito come mai – quando tutto
andava bene e nessuno ci pensava – hanno approvato il “Trattato di Lisbona”, che
consente loro di reprimere nel sangue le manifestazioni?!? Hanno già
costituito una “Gendarmeria
europea” con poteri praticamente illimitati
in previsione delle

SOMMOSSE che in Europa, di questo passo, diventeranno probabilmente
inevitabili. E se credete che la “crisi nera” sia questa, sappiate che
quello attuale è solo un “assaggio”, di ciò che succederà tra qualche anno,
forse qualche decennio, quando le persone CHE NON AVRANNO DI COSA CAMPARE,
SARANNO TANTE…

Diventeremo, in poche parole, QUELLO CHE SONO ORA
GLI STATI UNITI: il modello di sviluppo, il modello economico, sociale e
culturale, è quello. Se negli Stati Uniti la delinquenza è elevatissima, è
perché BUONA PARTE DEI CITTADINI VIVONO MALE; è il disagio e la povertà a far
“scivolare” nell’illegalità i cittadini, come è la sofferenza che causa, a
tirare fuori la CATTIVERIA di quelle persone…

Le carceri
esploderanno, come negli USA
e probabilmente, in risposta all’aumento

della criminalità, saranno inasprite le leggi, con il consenso dei
cittadini, spaventati dalla crescente violenza, sicuramente amplificata ad arte
dai media. A quel punto, le potenti lobby delle armi, che fino ad oggi
hanno “governato” sottobanco gli USA (e costituiscono parte integrante dei
poteri che stanno espandendo il loro dominio in Europa e nel mondo) agevolate
dalla “crescente criminalità” provocata dalle loro politiche, magari potranno
entrare nel mercato europeo, dove assecondando l’esigenza di “sentirsi più
sicuri” dei cittadini, sarà liberalizzato il mercato delle armi, o
quantomeno semplificate le procedure di accesso al “porto d’arma” da
difesa, trasformando anche l’Italia e l’Europa in quel far west che oggi sono
gli USA.

(Nota: in tono minore a quello che succederà quando la
povertà sarà diffusa, l’aumento della criminalità si è già verificato grazie
agli extracomunitari: che – allacciandomi al discorso di cui sopra – delinquono
in percentuale più alta a causa del disagio e della povertà, che tirano fuori il
lato peggiore delle persone; non delinquono maggiormente certo per questioni di
“nazionalità”…)

Chissà quante persone penseranno di aver letto un
articolo scritto da un “pazzo visionario”: dopotutto hanno impiegato anni per
riuscire a farci pensare così; ad annebbiarci la vista al punto da non vedere
ciò che ci combinano sotto il naso: come diceva Malcom X: ‎”Se non state
attenti i media vi faranno amare gli oppressori e odiare quelli che vengono
oppressi”. Si chiama “inganno globale”, ma forse sono i deliri di qualche
“pazzo complottista”… Come scoprirlo? Non accontentatevi dei “discorsi” della
televisione, di un giornale o di un sito: INFORMATEVI! Confrontate
diverse fonti, documentatevi, e sopratutto, cercate RISCONTRI nella
realtà: vediamo se ciò che è successo, ciò che sta succedendo, ciò che
succederà, va nella “direzione” che dicono loro… o nella direzione che dicono
alcuni “folli visionari”. Il web, almeno per ora, consente a chi lo vuole di
informarsi: basta cercare le parole giuste nei motori di ricerca. Ma forse,
pretenderlo in una nazione dove da oltre due mesi la ricerca più cliccata è
“film hard belen” è da visionari davvero…

PS: Quello che sta
accadendo in Italia, non ha precedenti nel mondo occidentale, almeno tra i paesi
considerati “grandi potenze economiche”… ma probabilmente, avendo visto tutto
ciò che abbiano sopportato in questi anni, hanno capito che avremmo accettato
anche questa…

Alessandro R. e Antonio B. – collaboratori nocensura.com

La sensazione della propria
fragilità

La modestia è la coscienza del corpo.
Honorè De Balzac

La modestia è la totale assenza di percezione della
grandezza che altri possono attribuire.

Se considerano eroica un’azione o la caricano di valore,
per chi l’ha compiuta rappresenta la sola risposta di cui egli era capace e
dunque la sola opzione possibile. Egli non avrebbe potuto che comportarsi in
quel modo e quindi ai propri occhi risulta un fatto persino banale.

Nulla che possa rimandare a una captatio benevolentiae, la
modestia è il risultato del ritenersi una persona ordinaria, coerente con i
propri principi e in sintonia con il proprio dover essere.
Del resto chi ha
la sensazione della propria fragilità come potrebbe considerarsi grande,
vedersi, anche solo qualche volta, in maniera sublime?

Egli è un uomo che nella vita può rompersi e ridursi ai
frammenti di quel vaso, che può perdere il proprio contenuto e rimanere
nulla.
Semmai constata che non si è ancora rotto e che sarebbe potuto
succedere e di questo ringrazia le circostanze e forse anche la fortuna che è
parte del mistero della vita, di una concezione in cui non tutto è spiegabile e
non tutto verrà spiegato mai.

V. Andreoli

Dal libro: L’uomo di vetro

www.pensarecolcorpo.it

CORNACCHIONE  

http://youtu.be/eXU1cGyUIJ8

http://youtu.be/DwGEAblyKRY

Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

noisuXeroi

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