Immagine tratta da AGI

Cara ministra Fornero, le do della ministra non per pedanteria ma perché mi hanno insegnato a declinare al femminile le cariche se riferite a una donna. Mi chiamo Giorgia e sono, fra le altre cose, una blogger che si occupa da tempo di stereotipi di genere. Come molte donne e uomini sul Web, faccio parte di quel movimento che ha fatto della Rete un luogo di cultura alternativa e di attivismo sulle tematiche di genere in Italia. Non siamo persone che stanno sotto i riflettori, però sarebbe molto bello se lei venisse a sapere di questo universo, magari cominciando dalle realtà che hanno aderito al Feminist Blog Camp tenutosi l’anno scorso, un’esperienza collettiva di condivisioni di saperi molto interessante.
Volevo dirle tre cose. La prima è che ho molto apprezzato il fatto che lei abbia affermato di essersi sentita offesa per come è trattata la donna in tv. Pare che invece a molte persone, fra cui anche autori televisivi, conduttori e giornalisti, manchi proprio il senso dell’offesa e, nonostante i passi avanti fatti nel dibattito sulla rappresentazione della donna in TV e nonostante le recenti raccomandazioni dell’ONU preoccupata dell’immagine della donna-oggetto sui media, ancora ritengono di poter fare un uso del corpo delle donne ben poco dignitoso. La seconda cosa che volevo dirle è che ho molto apprezzato anche le parole con cui ha illustrato le sue linee programmatiche in materia di pari opportunità, in particolare quando ha affermato che esistono infine forme di violenza o di istigazione alla medesima che  sono connesse a fenomeni mediatici ed informatici che non possiamo  sottovalutare“. E, a questo proposito, volevo dirle che mi piacerebbe saperne di più circa la sua idea di un progetto educativo per contrastare  l’immagine mercificata della donna, anche attraverso la televisione come l’introduzione di gender  mainstream nei progetti educativi al fine di monitorare che i messaggi,  trasmissioni, pubblicità e testi scolastici siano il più possibile  gender correct. Ecco, io credo che abbiamo davvero un estremo bisogno di questo progetto come credo che abbiamo bisogno di rendere efficaci iniziative già approvate o in corso come, ad esempio, l’Osservatorio Donne e Media. Perché vede, signora Ministra, a volte cambiare canale o spegnere la nostra tv secondo me non basta. Resterà comunque accesa, per i più svariati motivi, per molti altri, fra cui anche persone molto giovani, e con questi altri tutte noi ci troveremo prima o poi a fare i conti.
La terza cosa che volevo dirle è che nei giorni scorsi, insieme all’Associazione Pulitzer, ben oltre 3000 persone hanno firmato un appello alla Direttrice Generale della RAI per la pessima immagine della donna mandata in onda dal TG1 a proposito del Festival di Sanremo, evento che quest’anno in particolare non sta dando, a mio avviso, un bello spettacolo per quanto riguarda la rappresentazione della donna in tv. Troppo spesso, cara Ministra, quando osiamo criticare alcune scelte mediatiche e giornalistiche perché ritenute sessiste, ci sentiamo rispondere con una sostanziale scrollata di spalle. Ci sentiamo dire che è stato solo un gioco, che era solo ironia e che non si voleva offendere nessuno. Però, vede, io – e sono certa anche lei – sappiamo bene che tutto questo non è affatto un gioco ma, per citare le sue parole, “un  copione che tende al compiacimento del mondo maschile” da cui è davvero tempo di affrancarci.
Che ne dice di cambiare, tutte insieme, la sceneggiatura?
La ringrazio per l’attenzione e, con la speranza che lei possa al più presto occuparsi dell’immagine delle donne e degli uomini sui media italiani per liberarci dalle gabbie che ancora ci rendono schiavi spesso inconsapevoli di modelli vetusti e svilenti,  le auguro un buon lavoro.

Giorgia

 Vita da streghe