Dopo diverse settimane che non si andava dai miei genitori, ieri siamo andate da loro a pranzo, io ed Irene.

E’ stata una bella giornata. Erano molto contenti tutti e due di averci con loro.

Abbiamo parlato tutti con facilità, senza fraintendimenti. Quasi mai succede che la conversazione sia così fluida come è stata ieri.

Mio padre il 1° maggio prossimo compierà 90 anni.

Non li dimostra assolutamente ed io vorrei che vivesse ancora a lungo.

Anzi il mio desiderio insensato è che vivesse per sempre!

Ho sempre avuto un filo diretto con lui fin da bambina.

Siamo intimamente simili, stessa percezione di sensibilità, stesso ardore nel non accettare passivamente nulla, stesso spirito di ribellione, stesso essere disponibili agli altri, stessa resistenza alle intemperie della vita.

E adesso lui si sta preparando alla morte e ci si sta preparando bene.

Da un paio di anni lui, comunista a pelle e non perchè teoricamente e passivamentene ne avesse abbracciato le teorie, ha cominciato a prendere le distanze dalla politica ed anche dalla vita quotidiana.

Ha cominciato a farsi un sacco di domande sul senso della vita e della morte.

Ha cominciato a leggere la Bibbia.

Si è innamorato di Mosè, uomo.

Ha sognato per ben due volte l’universo, immenso e infinito.

E da allora non crede più a nulla perchè tutto è relativo, non esiste inizio e non c’è una fine, dice.

Si muore fisicamente, finisce la vita del corpo, ma nella morte ci trasformiamo in altro per continuare a vivere all’infinito.

E quindi, come la vita, la morte è continua trasformazione ed evoluzione.

Questo ci ha detto ieri mio padre, viso sereno e occhi limpidi, azzurri, splendenti.

Gli voglio un sacco di bene e so che mi sembrerà di morire anche a me quando lui morirà