Triskel182

Parla Rodotà. Per tutelare chi è diffamato servono processi veloci, non multe salatissime. Questa è censura di mercato, una minaccia che disincentiva le inchieste. Contro i giornalisti sono state proposte norme pericolose.

Come sempre le leggi ad personam portano a un pessimo risultato. Per “salvare il soldato Sallusti” dal carcere si istituisce un clima di intimidazione che limita il diritto all’informazione e la libertà d’espressione. Meglio fermarsi e non fare nulla, allora, perché si è imboccata una strada sbagliata».
Secondo il professor Stefano Rodotà, ex Garante della Privacy, la legge sulla diffamazione all’esame del Parlamento è profondamente sbagliata, anche nei tentativi di compromesso.

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