Archive for gennaio, 2013


Un'altra Donna. L'impudenza dello sguardo.

rosaria lo russo_foto laura albano 105P

Rosaria Lo Russo © Laura Albano

Rosaria che legge poesie dal vivo è uno spettacolo….non perdetevela!!!

sabato 2 febbraio ore 21 al Teatro Comunale di Antella

Un work in progress per ascoltare l’epica delle donne che hanno avuto l’ardire di scrivere poemi invece che limitarsi alla lirica
con Rosaria Lo Russo(voce) e Leonardo Brizzi (pianoforte)
biglietto unico: 10 euro
prenotazioni telefoniche: segreteria, lasciando recapito telefonico tel. 055 621894; email: prenotazioni@archetipoac.it. Biglietteria aperta un’ora prima dello spettacolo. I biglietti si acquistano anche presso i punti vendita del circuito Box Office.

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27/01/2013: Giornata della Memoria… per non dimenticare !.

I dieci punti definitivi del programma politico nazionale

UNA RIVOLUZIONE CIVILE PER RICOSTRUIRE IL PAESE  UN PROGRAMMA PER GOVERNARE L’ITALIA
Depositato e formalmente sottoscritto da: Antonio Ingroia, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Angelo Bonelli, Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris e Leoluca Orlando. Redatto a partire dal decalogo di ‘Io Ci Sto’ e dalle mozioni delle sue assemblee territoriali, dai contributi di elaborazione di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, dei Verdi, dell’Italia Dei Valori, degli Arancioni e della Rete.
Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana. Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti.

 

VOGLIAMO UNA RIVOLUZIONE CIVILE:
1. per l’Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie.

Vogliamo un’Europa autonoma dai poteri finanziari e una riforma democratica delle sue istituzioni. Siamo contrari al Fiscal Compact che taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi venti anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale;

 
2. per la legalità e una nuova politica antimafia che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico.

Il totale contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione, il ripristino del falso in bilancio e l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico;

 
3. per la laicità e le libertà.

Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona umana. Siamo per una cultura che riconosca le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia di genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti;

 
4. per il lavoro.

Non vogliamo più donne e uomini precari. Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;

 
5. per le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole.

Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy;

 
6. per l’ambiente.

Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog;

 
7. per l’uguaglianza e i diritti sociali.

Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Vogliamo colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi. Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza. Vogliamo il diritto alla casa e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli “esodati”;

 
8. per la conoscenza, la cultura, l’informazione libera.

Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art. 9 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico. Vogliamo una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi e che i partiti escano dal consiglio di amministrazione della Rai. Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese;

 
9. per la pace e il disarmo.

Va ricondotta la funzione dell’esercito alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione a partire dal ritiro delle truppe italiane impegnate nei teatri di guerra. Va promossa la cooperazione internazionale e l’Europa deve svolgere un’azione di pace e disarmo in particolare nell’area mediterranea. Vanno tagliate le spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35;

 
10. per una nuova questione morale ed un’altra politica.

Vogliamo l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali. Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione

 

http://rivoluzionecivile.forumfree.it/?t=64708649

http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/list/ContentSet-877331e6-a892-4c4f-98a7-15553c49f90b.html

Qualche settimana fa Roberto mi ha detto : “Tu Elena hai un cuore grande!”

E’ stata una frase che mi ha preso alla sprovvista, tanto più perchè si stava trattando una situazione di lavoro dal punto di vista sindacale e questo suo definirmi più da un mio probabile lato personale, mi ha meravigliato moltissimo.

Mi ha meravigliato che avesse in così poco tempo potuto esprimersi così nettamente parlando di me

Ma Roberto è una di quelle persone che ti guardano direttamente negli occhi e ti vedono

Quella frase mi ha destabilizzato perchè di solito quello che arriva di me sono i modi determinati, senza mezze misure, che ho di relazionarmi con gli altri al lavoro, perciò per la stragande maggioranza dei colleghi ho un caratteraccio

Ma il mio cosiddetto caratteraccio  deriva dal fatto che mi comporto alla stessa maniera con tutti, senza fare sconti a nessuno, nè amici, nè colleghi, nè più alti in grado.

Contemporaneamente sono accogliente e solidale con chi ha bisogno, ma sempre nel rispetto delle regole

Ma le regole, lo abbiamo visto, non piacciono a nessuno, neanche agli amici, a volte…

Sogno da sempre e comunque stanze dalle porte spalancate, piene di luce, di profumi, di colori, di musica,

dove non ci sia bisogno che qualcuno ricordi a nessuno quotidianamente la pratica del rispetto, perchè ognuno ce l’ha in sè.

Rispetto di se stessi, rispetto degli altri, rispetto delle regole 

http://youtu.be/hBPZmuN4USo

Cresce il bullismo contro le ragazze “immorali”.

Triskel182

MarchionneA dicembre la fabbrica di Melfi era il set per lo spot al premier di Elkann e dell’Ad Fiat: grandi promesse di investimenti e nuovi modelli. Ora da Detroit l’annuncio di due anni di cassa integrazione. Mentre a Pomigliano 1400 dipendenti si rassegnano a rimanere senza lavoro.

MARCHIONNE: DUE ANNI DI AMMORTIZZATORI PER I NUOVI IMPIANTI.

Se il 20 dicembre, alla presenza del presidente Mario Monti, Sergio Marchionne assicurava il lancio di due nuovi modelli da produrre nello stabilimento di Melfi, ieri, lo stesso Marchionne, intervenendo però da Detroit, negli Stati Uniti, ha confermato che per arrivare a quell’obiettivo l’azienda ha bisogno di due anni di cassa integrazione straordinaria. Le dichiarazioni della Fiat, quindi, vengono centellinate con una strategia precisa. A ridosso delle vacanze di Natale e con il presidente del Consiglio presente e partecipe, l’annuncio della Cig non sarebbe stato elegante. E così la notizia è giunta solo ieri…

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Triskel182

Ma quale desistenza .. serve il voto utile, «Chi non sostiene il Pd fa un regalo a Berlusconi». Parla come Berlusconi, alla fine. E poi si arrabbiano se gli dici che sono tutti uguale, che stringi stringi, ci sono poche differenze.
Ma come, il voto è il momento massimo della democrazia per un cittadino, l’unico momento (o uno dei pochi) in ci può esprimersi, e uno deve sentirsi dire che non si deve votare per chi si vuole?

E poi, voto utile per chi?
Per gli impresentabli del Partito Democratico al sud? Crisafulli, Papania, Capodicasa in Sicilia. De Luca in Campania.
E in Calabria, dove a nessuno dei sindaci che più di altri si sono battuti contro le ndrine, rischiando la vita, è stata proposta una candidatura.
Ieri D’Alema alla presentazione del libro di Caldarola ha pure difeso Crisafulli:“Crisafulli? Ha fatto le primarie, ha vinto, è bravo, è…

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Legambiente: una proposta di legge per la bellezza come motore del futuro

16/01/2013 di triskel182

LegambienteLa qualità fattore decisivo per lo sviluppo dell’Italia.

Le elezioni sono alle porte e in piena bagarre elettorale, mentre i partiti sembrano ancora presi da vecchie paure ed ancorati a vecchie ricette, Legambiente ha pensato bene di mettere sul piatto qualcosa di completamente diverso: ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro maltrattato Paese, «Una proposta per fare della prossima legislatura finalmente un’occasione di cambiamento. La bellezza come tema portante di scelte concrete, la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio».

Il testo, che è già sottoscritto da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, delle imprese e della scienza, è stato presentato oggi e sarà sottoposto ai candidati alle elezioni affinché lo facciano proprio. Hanno già aderito alcuni sindaci italiani come Graziano Delrio (sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci), Michele Emiliano (sindaco di Bari), Giusi Nicolini (sindaco di Lampedusa e Linosa) e Stefano Pisani (sindaco di Pollica).

Il disegno di legge è composto da 10 articoli, che riorganizzano in un sistema unico i provvedimenti legislativi inerenti alla qualità del territorio e definiscono chiaramente il percorso da intraprendere per rimettere al centro la bellezza nelle sue tante declinazioni operative: La bellezza patrimonio del Paese; Tutela e riqualificazione del patrimonio paesaggistico italiano; Tutela del suolo e contenimento del consumo; Bellezza delle opere pubbliche e concorsi di progettazione; Rigenerazione urbana; Contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana; Repressione dell’abusivismo edilizio e recupero ambientale delle aree; Dibattito pubblico per l’approvazione delle infrastrutture di interesse nazionale; Bando di idee per la bellezza; Bellezza dei gesti e senso civico.

Nella premessa al disegno di legge è scritto: «La bellezza, senza dubbio, è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. Per le città, i pa­esaggi, le opere d’arte, il made in Italy, la creatività e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Oggi puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile e una chiave fondamentale per capire come il nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per guardare con ottimismo al futuro. Cultura e bellezza sono infatti, un fattore decisivo su cui costruire il nostro sviluppo. Perché intorno al concetto di qualità, nelle sue tante declinazioni culturali e sociali, nell’intreccio inestricabile tra natura e sapiente intervento antropico, si racchiude il meglio della nostra identità e della nostra storia, e al contempo una chiave per immaginare un altro futuro, oltre la crisi. Il secondo obiettivo sta nella necessità di tenere assieme temi e questioni oggi affrontati in modo parcel­lizzato quando non contraddittorio. Occorre fare della qualità la chiave di ogni trasformazione nel terri­torio italiano. Solo così sarà possibile contaminare a 360 gradi la cultura architettonica e ingegneristica, il lavoro degli amministratori locali, arrivando a coinvolgere persino Soprintendenze e provveditorati alle opere pubbliche, per fare di ogni intervento un’occasione per qualificare il territorio, rispettando le risorse e valorizzando le specificità locali. E dunque ad essere un Paese capace di muovere intelligenze e attenzioni, investimenti, intorno a un’idea di paesaggio come valore aggiunto dello straordinario pa­trimonio di città e piccoli centri, di beni ambientali, storici e architettonici, artistici, di culture materiali e immateriali. Il progetto che proponiamo al Paese è quello di conservare e valorizzare la bellezza presente e di svilupparla in ogni intervento. E per questo nella nostra idea di bellezza l’attività antropica, il ruolo delle comunità e degli individui, è centrale e fondante nell’intreccio con la dimensione naturale della bellezza che caratterizza i paesaggi più affascinanti – dai borghi storici ai territori agricoli – e nell’importanza che oggi assume la produzione di nuova bellezza. Per fare in modo che questo inizio di XXI secolo diventi il tempo di una idea di architettura capace di coniugare una nuova estetica con la risposta alla domanda di case e spazi urbani degni di questo nome, e di tenere assieme vivibilità e sicurezza, identità e qualità. La sfida è a promuovere un modello di sviluppo nuovo, alternativo a quello fondato sulla crescita edili­zia che ha distrutto bellezza naturale e non ne ha sostanzialmente prodotta. Oggi più che mai, si deve invece guardare in un’altra direzione per innescare nei territori processi di trasformazione che puntino a rendere più belle, moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la qualità della convivenza, del benes­sere individuale e collettivo e anche a muovere creatività, vitalità e diversità».

Secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, «Questo paese non produce più nuova bellezza, se non per qualche oggetto isolato. Le periferie, il consumo di suolo, l’abusivismo, l’emarginazione dei giovani, l’individualismo esasperato, i tagli alla cultura e alla scuola sono tutti fenomeni che rubano bellezza al nostro paese. Proprio la bellezza, invece,  può essere la chiave per rivedere politiche che interessano fortemente il territorio e concorrono in maniera rilevante a definirne caratteri e qualità. Nella nostra idea di bellezza  l’attività antropica, il ruolo delle comunità e degli individui, è centrale. L’intento della proposta che avanziamo è di innescare nei territori processi di trasformazione che puntino a rendere più belle, moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la qualità della convivenza, del benessere individuale e collettivo e a muovere la creatività. La sfida, insomma, è invertire la tendenza, promuovendo un modello di sviluppo alternativo a quello che ha distrutto la bellezza naturale senza produrne di nuova. Con queste proposte si cambia strada in modo inequivocabile: concorsi di progettazione, demolizioni degli abusi, stop al consumo di suolo, investimenti in recupero e cultura, valorizzazione della bellezza e del civismo. Ai partiti e ai candidati chiediamo un impegno vero per far entrare questi temi nella campagna elettorale e nei programmi, per poi trasformarli in una legge nella prossima legislatura».

Per far conoscere ai cittadini la proposta di legge, trovare adesioni e creare mobilitazione, Legambiente organizza la campagna itinerante “Italia, bellezza, futuro” che lega le tematiche della legge a situazioni territoriali concrete e simboliche. Fino ad aprile “Italia, bellezza, futuro” attraverserà l’Italia con un viaggio tra luoghi, storie e persone che stanno costruendo un pezzo di futuro “di bellezza e qualità”, con un investimento su giovani, conoscenza e innovazione e minori disuguaglianze interne.

La partenza è il 19 gennaio da Paestum per parlare del progetto di azionariato popolare per riqualificare l’intero perimetro originario della area archeologica e dal San Carlo di Napoli per la prima rappresentazione del Rusalka di Antonin Dvorak. Poi sarà l volta di Agrigento per sollecitare l’abbattimento degli abusi a  Scala dei Turchi. Alle Cinque Terre si parlerà di tutela paesaggistica dopo l’alluvione del 2011 e a Roma si pedalerà per la pedonalizzazione del Colosseo. Tappa anche a Pollica per la riqualificazione dei borghi storici. All’Auditorium di Renzo Piano all’Aquila la bellezza della cultura sarà presentata come chiave di rinascita della città, sulle Dolomiti si parlerà della delicatezza del sito patrimonio Unesco, a Torino di spazi per i giovani e la creatività. L’ultimo appuntamento del tour sarà a Bari con i sindaci che stanno sottoscrivendo il testo proposto da Legambiente.

Ecco le prime adesioni: Ottavia Piccolo (attrice), Patrizio Roversi (scrittore e conduttore televisivo), Dario Vergassola (comico), Giovanni Valentini (giornalista), Antonello Caporale (giornalista), Leopoldo Freyrie (presidente Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), Ricky Tognazzi (attore e regista), Don Luigi Ciotti (presidente Libera), Franco Arminio (poeta e scrittore), Monica Amari (docente Università Bicocca), Moni Ovadia (attore e scrittore), Syusy Blady (autrice e conduttrice televisiva), Federico Oliva (presidente INU), Neri Marcorè (attore), Francesca Molteni (amministratore Muse Project Factory), Cetta Petrollo Pagliarani (direttrice biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma), Filippo Solibello (conduttore radiofonico), Maria Pia De Vito (cantante jazz), Ares Tavolazzi  (musicista AREA), Erma Castriota (cantante e violinista), Gegè Mangano (Chef), Antonio Infantino (musicista e poeta), Ilaria Patassini, Pilar (cantante), Gianluigi Angelantoni  (Angelantoni Industrie), Stefano Arvati (Renovo Spa), Valerio Caramassi (presidente Revet), Piero Cesanelli (direttore artistico Musicultura), Luigi Boitani (zoologo e docente Università La Sapienza), Laura Valente (musicologa), Rosanna Purchia (Sovrintendente del San Carlo di Napoli), Marcello Buiatti (docente Università Firenze), Giulio Conte (biologo, Ambiente Italia), Beppe Gamba (presidente Azzero CO2), Riccardo Dalisi (designer, architetto), Giuseppe Cederna (attore e scrittore), Enrico Alleva (etologo), Gianni Silvestrini (ricercatore, direttore scientifico Kyoto Club), Flavia Zucco (biologa, ricercatrice), Marco Frey (docente Scuola Superiore Sant’Anna Pisa), Boris Zobel (educatore), Massimo Scalia (docente Università La Sapienza), Roberto Gambino (docente Politecnico di Torino), Agnese Nano (attrice), Roberto Saviano (scrittore), Sandro Polci (partner Cresme Consulting), Fabio Renzi (segretario Fondazione Symbola), Franco Iseppi (presidente Touring Club Italiano), Giampiero Sammuri (presidente Federparchi), Oscar Farinetti (Eataly), Roberto Grossi (Federculture).

Da greenreport.it

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