Triskel182

RIDONO, sbuffano, fanno l’aria di quelli che gli stai facendo perdere tempo. Poi tornano seri e fanno finta, perché lo capiscono – da qualche parte, nel corpo o nella testa – che non possono mostrarsi insofferenti, non sta bene, e allora dicono cose come: “In fondo le donne non sono adatte al potere. Sono pratiche, invece il potere è un gioco tutto astratto. È obliquo, le donne sono dirette”.

CIOÈ: si mettono nei loro panni, per così dire, e le liquidano da lì. Parlare oggi, aprile 2013, coi grandi elettori che fra dodici giorni voteranno il prossimo Presidente della Repubblica dell’eventualità che possa essere una donna è un’esperienza di interesse antropologico. Non ci credono: le donne fanno gesti come a dire “sarebbe bello, ma tanto è impossibile”, i vecchi non capiscono la domanda, ti parlano delle mogli e ti raccontano con sguardo sognante di quella volta che donna Vittoria Leone, che…

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