Archive for maggio, 2013


Corpi magri o formosi? Liberi di essere se stessi!.

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Chiamatemi strega.

Perché tanto la mia natura è quella.

Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.

Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche.

Sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipaz…ia, di Artemisia, di Madame Curie.

E sono bella!

Ho la bellezza della luce,

ho la bellezza dell’armonia,

ho la bellezza del mare in tempesta,

ho la bellezza di una tigre,

ho la bellezza dei girasoli,

della lavanda e pure dell’erba gramigna!

Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa,

sono unica,

sono un’altra,

sono me stessa,

sono fuori dalle righe,

sono fuori dagli schemi,

sono a-normale…

sono io!

Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e folle ingegnere della mia vita.

Sono Strega perché so usare la testa,

perché dico sempre ciò che penso,

perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa,

della parola potente e possente.

Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici. Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.

Barbara Giorgi     http://paroladistrega.wordpress.com/

http://youtu.be/NFiMgQIsE1Q

http://www.jacopofo.com/node/4296

http://video.repubblica.it/dossier/e-morta-franca-rame/funerali-di-franca-rame-il-discorso-integrale-di-jacopo-fo

Ex UAGDC

I corpi femminili sono usati per vendere prodotti, ma nello stesso tempo vendono un’idea, quella della perfezione.
La rappresentazione e la visibilità sono concesse solo ai corpi perfetti, dove il termine perfetto e il termine bello diventano intercambiabili.
Quella che comunemente oggi viene chiamata bellezza, ma che in realtà è solo moda, temporalmente e spazialmente delimitata, viene a coincidere con la mancanza di difetti e la perfetta adesione a canoni stabiliti.
Corpi non conformi al modello, perché grassi, bassi, deformi, vengono esclusi da ogni rappresentazione, vengono sottratti allo sguardo pubblico.

Jes Sachse è una ragazza canadese di 25 anni, studentessa, fotografa, artista, affetta da una sindrome genetica.
Jes ha rivendicato su di sé quello sguardo che viene solitamente negato a chi ha un corpo “diverso” posando per il fotografo Holly Norris nella serie American Able.

meetjesAmerican Able è un progetto del 2010 realizzato per una mostra a Toronto. Gli…

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C’è una radio che suona, ma solo dopo un po’ la sento, mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Musica leggera. Ho un ginocchio, uno solo piantato nella schiena come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra. Con le mani tiene le mie fortemente girandomele all’incontrario. La sinistra, in particolare. Non so perché mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Io non sto capendo niente di quello che mi sta capitando, ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello. La voce, la parola. Che confusione. Come sono salita su questo camioncino? Non lo so. È il cuore che mi batte così forte contro le costole a impedirmi di ragionare. Il dolore alla mano sinistra sta diventando insopportabile. Ma perché me la torcono tanto, io non tento nessun movimento, sono come congelata . Quello che mi tiene da dietro mi tiene fra le sue gambe divaricate. Perché ora abbassano la radio? Forse perché non grido. Oltre a quello che mi tiene da dietro ce ne sono altri tre. Che fanno? Si accendono una sigaretta. Fumano adesso? Ho paura, respiro. Sono vicinissimi. Sta per capitare qualche cosa, lo sento. Vedo il rosso delle sigarette vicino alla mia faccia. Ho i pantaloni, perché mi aprono le gambe, sono a disagio. Peggio che se fossi nuda. Da questa sensazione mi distrae qualcosa, un tepore tenue poi sempre più forte fino a diventare insopportabile sul seno sinistro. Una punta di bruciore, le sigarette. Ecco perché si erano messi a fumare. Una sigaretta dietro l’altra, è insopportabile. Con una lametta mi tagliano il golf e la pelle, nella perizia medica misureranno ventuno centimetri. Ora tutti si danno da fare per spogliarmi, ora uno mi entra dentro. Mi viene da vomitare. Calma. Mi attacco ai rumori della città. Alle parole delle canzoni. Muoviti puttana devi farmi godere. Non capisco nessuna lingua. È il turno del secondo. Muoviti puttana devi farmi godere. La lametta mi passa sulla faccia più volte. È il turno del terzo. Il sangue sulle guance. È terribile sentirsi godere nella pancia da delle bestie. Sto morendo. Vola un ceffone fra di loro e poi mi spengono una sigaretta sul collo. Io lì credo di essere finalmente svenuta. Mi stanno rivestendo, mi riveste quello che mi teneva da dietro e si lamenta perché è l’unico che non si è aperto i pantaloni. Mi spaccano gli occhiali e il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere e se ne va. Mi chiudo la giacca sui seni scoperti. Dove sono? Al parco. Mi sento male. Mi sento svenire non soltanto per il dolore ma per la rabbia, per l’umiliazione, per lo schifo, per le mille sputate che mi son presa nel cervello. Mi passo una mano sulla faccia sporca di sangue. Cammino per non so quanto tempo, non so dove sbattere. A casa no. Poi senza neanche accorgermene mi ritrovo davanti al palazzo della Questura. Sto appoggiata al muro non so per quanto tempo a guardarmi il portone dell’ingresso, penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora. Penso alle domande, ai mezzi sorrisi. Penso e ci ripenso poi mi decido. Vado a casa. Li denuncerò domani.

Ex UAGDC

Avevamo discusso pochi giorni fa della triste campagna pubblicitaria della Sisley e ci ritroviamo soltanto oggi davanti ad una campagna che circola su tutti gli autobus di Bologna, questa:

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Una bambina di circa cinque anni, con gambe accavallate come una pin-up, rossetto rosso, cannuccia e occhiali da sole, si atteggia da donna adulta (ma ridotta a banali stereotipi sulla femminilità), accompagnata dal claim “questo si che è un polleggio”. A chi è rivolta questa pubblicità? che messaggio vuole dare? Questo schifo è stato segnalato da G.i.U.L.i.A Emilia Romagna, le quali informano che il comune di Bologna ha aderito alla moratoria contro le pubblicità sessiste. Questo è un articolo che è uscito su un giornale locale che minimizza la campagna:

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I toni sono quelli che spesso ogni giorno abbiamo a che fare: una stampa che non è attenta alla rappresentazione di genere. Il linguaggio stigmatizzante si legge già…

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ulech / troia

non lo faccio più

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Amani El Nasif e io abbiamo partecipato a Torino all’incontro Potere alla parola, pensato e realizzato da Se non ora quando Torino e Amnesty International,  condotto da Loredana Lipperini.

Abbiamo scelto una doppia parola, Ulech, come dicevano ad Amani in quel villaggio, in Siria, e Troia, come diciamo in Italia.

In questi mesi ho incontrato tanti ragazzi e tante ragazze nelle scuole, e Troia è ahinoi una parola che ricorre nel linguaggio quotidiano e inconsapevole che minimizza e sottovaluta il male che può fare la violenza verbale.

Che non è lontana come spesso si pensa dalla violenza dello stupro e del femminicidio.

Troia fa male.
Fa male a tutte le donne, fa male alle ragazze.
Le ragazze temono quella parola,  è il simbolo di un’umiliazione che ferisce, logora e incupisce.

“Se ti etichettano così, andare a scuola diventa un inferno”, quell’etichetta ti…

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Ex UAGDC

Oggi si è spenta Franca Rame, artista, attivista, grande donna.

Una vita piena quella di Franca Rame divisa tra politica, femminismo, satira, teatro e scrittura.
Una vita però segnata da qualche ombra dolorosa.

f.rame

Nel 1973 Franca Rame veniva rapita da un gruppo di estrema destra per mano di cinque persone. In quegli anni  si era esposta in prima linea sulla morte di Giuseppe Pinelli (noto anarchico accusato ingiustamente circa la strage di Piazza Fontana) , e con il marito Dario Fo si era unita a Soccorso Rosso Militante, l’organizzazione che forniva assistenza legale ai militanti della sinistra extraparlamentare condannati al carcere.

La sera del 9 marzo 1973 Franca venne rapita e trascinata a bordo di un furgoncino, dove le venne usata violenza fisica e sessuale per diverse ore prima di essere “liberata” in un parco in stato confusionale e con diverse ferite su tutto il corpo. Lo stupro venne denunciato, ma il…

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Ieri la Camera ha approvato all’unanimità la convenzione di Instabul

E’ un testo di trenta pagine

L’ho visionato rapidamente

Non è normale che ad oggi ci sia bisogno di una approvazione e poi della ratifica di una convenzione a livello internazionale per normare una volta di più che non si possa esercitare violenza di nessuna natura sulle donne

Eppure è necessario

E’ necessario se ci sono uomini che sostengono che il femminicidio non esiste

E’ necessario se bambini e bambine, se ragazze e ragazzi non sanno rapportarsi tra loro in maniera sana essendo martellati da pubblicità furvianti che usano un linguaggio sessista che denigra la figura femminile rappresentandola sempre come una figura di contorno, nella migliore delle ipotesi.

E purtroppo questo lo riscontro mio malgrado continuamente nella vita di tutti i giorni

Le donne che si permettono di avere proprie opinioni, propri desideri, proprie fantasie, proprie aspettative, indipendentemente dalle figure maschili che a vario titolo le circondano, sono da sempre considerate pericolose ed allora vengono denigrate colpendole nella loro pur sempre femminilità con apprezamenti volgari e sessisti da cui è difficile difendersi.

Oggi per esempio, solo perchè nell’ambito di una riunione sindacale ho denudato il re e con poche e precise parole ho centrato il nocciolo della questione, mettendo sotto gli occhi di tutti la reale posta in gioco nascosta dietro una serie di argomentazioni alquanto discutibili di cui un uomo si stava riempiendo la bocca pomposamente, sono stata apostrofata con la seguente frase ” Ma voi una casa non ce l’avete? ”  Quel misero uomo ha parlato al plurale ma guardava me, sottindendo: “ma invece di stare a casa ed occuparti dei lavori prettamente femminili consoni alla tua natura, proprio qua dovevi venire oggi? Gli ho risposto con una battuta, ma il più delle volte si rimane senza parole…  

Triskel182

Ci hanno provato in tutti i modi.

Con il sindaco, che prima snobba poi scende in campo vigorosamente contro i referendari, che nega l’election day e che decide che la consultazione avvenga tra mille difficoltà.
Con il PD, che impegna la sua capillare struttura cittadina come non avviene neppure quando nelle urne deve affrontare i suoi avversari politici.
Con PDL e Lega Nord, i presunti avversari politici, indistinguibili dal Pd nelle parole, nei toni e nelle argomentazioni.
Con ministri del governo delle ‘larghe intese’, quali il sussidiarista ciellino Maurizio Lupi (Pdl), ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, e Maria Chiara Carrozza (Pd), ministro dell’Istruzione.
E naturalmente con la Curia, che con i moniti del ciellino card. Caffarra e del capo dei vescovi card. Bagnasco, mobilita le parrocchie ma soprattutto ‘benedice’ politici e forze politiche che sostengono il finanziamento pubblico alle proprie scuole.
Uno schieramento che sulla carta rappresenta la…

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Triskel182

Don GalloLa scelta irrinunciabile della non-violenza attiva, la lotta contro tutti gli imperialismi possibili, l’amore incondizionato per l’altro. «Restiamo Umani!». Don Gallo legge (e rilegge) «Vik» Arrigoni Testimonianza esclusiva raccolta da Fulvio Renzi il 28 settembre 2012 presso la Comunità San Benedetto al Porto a Genova, durante le riprese di Restiano Umani – The Reading Movie (www.restiamoumani.com), il film della lettura integrale dei 19 capitoli del libro Gaza – Restiamo Umani scritto da Vittorio Arrigoni e a cui Don Gallo ha partecipato nella lettura di uno dei capitoli.
«Restiamo Umani»: per me è diventato proprio un motto, vuol dire riconoscere la nazionalità unica di tutti gli esseri umani: noi abbiamo tutti nazionalità umana. Questo è fondamentale. Ormai per me è una specie di deformazione professionale, è la mia prima giaculatoria, come prete cattolico (sai che i preti usano molto le giaculatorie….) Ovunque io vada, e ormai giro l’Italia, e non solo…

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Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

noisuXeroi

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#OgniBambinaSonoIo

dalla parte delle bambine

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

esorcista di farfalle

Se i tempi non chiedono la tua parte migliore inventa altri tempi. (Baolian, libro II, vv. 16-17)

lafilosofiAmaschiA

filosofia d'altro genere per la scuola

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Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

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