Triskel182

boldriniCredo che sia opportuno reagire in modo composto e pacato, alla lunga intervista di Laura Boldrini a ‘Repubblica’. Non perché il presidente della Camera abbia diritto a qualche sconto rispetto ai vari D’Alia o Carlucci, ma per uscire dal meccanismo a ripetere in base al quale prima un politico propone di «legiferare sul Web», poi si grida alla censura – e via così tutta la vita senza fare un passo avanti.

Allora: prima di tutto va notato che Boldrini non propone niente di specifico.

Parla molto del sessismo on line (arrivando a una connessione un po’ azzardata tra le minacce che lei riceve via Web e il femminicidio), ma anche della xenofobia e del razzismo che corrono in Rete, così come peraltro fuori da essa. A supporto di ‘nuove leggi sulla Rete’, Boldrini mette poi nel calderone anche il caso delle mail rubate ai parlamentari del M5S, come se quel…

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