non lo faccio più

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Amani El Nasif e io abbiamo partecipato a Torino all’incontro Potere alla parola, pensato e realizzato da Se non ora quando Torino e Amnesty International,  condotto da Loredana Lipperini.

Abbiamo scelto una doppia parola, Ulech, come dicevano ad Amani in quel villaggio, in Siria, e Troia, come diciamo in Italia.

In questi mesi ho incontrato tanti ragazzi e tante ragazze nelle scuole, e Troia è ahinoi una parola che ricorre nel linguaggio quotidiano e inconsapevole che minimizza e sottovaluta il male che può fare la violenza verbale.

Che non è lontana come spesso si pensa dalla violenza dello stupro e del femminicidio.

Troia fa male.
Fa male a tutte le donne, fa male alle ragazze.
Le ragazze temono quella parola,  è il simbolo di un’umiliazione che ferisce, logora e incupisce.

“Se ti etichettano così, andare a scuola diventa un inferno”, quell’etichetta ti…

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