Niente al mondo permane uguale a se stesso, tutto fluisce in un perpetuo mutare di forme” (Pitagora XV libro delle Metamorfosi)

Secondo Pitagora l’intima natura del mondo, dalle origini del cosmo al tempo della sua contemporaneità è il fluire, l’impermanenza.

Anche per Ovidio il filo conduttore narrativo e insieme chiave interpretativa della realtà nel suo insieme è appunto la metamorfosi

(Laura Correale – ALIAS domenica/supplemento settimanale del Manifesto – 28.07.2013)

 

Da sempre ho pensato che sia necessario, indispensabile, lasciarsi fluire.

Saper mutare ed accettare il cambiamento e non subirlo passivamente è probabilmente il segreto del vivere.

In quanto donna ho dovuto fare i conti con tutto questo fin dall’inizio.

Non ho fatto in tempo a crescere che subito ho dovuto affrontare lo sconvolgimento totale del ciclo, che non è mai stato uguale, fisso, certo.

Non ho fatto in tempo ad imparare a gestire questa fase che con la gravidanza è cambiato tutto un’altra volta.

La nascita di un figlio, poi, mette a dura prova.

Ogni tre mesi circa, per i primi anni di vita, si deve ricominciare tutto daccapo, e così, con i figli, si continua tutta la vita.

E poi si arriva alla scomparsa del ciclo, che è un altro estremo sconvolgimento.

Qualche anno fa non vedevo l’ora di arrivare alla menopausa: finalmente senza salva slip, senza assorbenti esterni ed interni, pillola, spirale.

Adesso i sentimenti sono contrastanti e comunque la fase di pre-menopausa è devastante: i disturbi ci sono e non sono certo piacevoli!

Il desiderio è allora quello che finisca tutto subito.

E invece così non sarà e mi troverò a gestire anche questa fase continuando a fare anche tutto il resto, come sempre.

E invece vorrei poter sospendere ogni cosa e andarmene via in un posto tranquillo, dove poter stare in pace per sentire il mio corpo con tutta la calma necessaria, per rendergli l’onore che si merita!

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