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Era il 1949 quando venne pubblicato “Il secondo sesso” di Simone de Beauvoir in un passo del quale, ella scriveva che la società umana non è mai abbandonata alla natura e che da un centinaio di anni, ormai, la funzione riproduttiva non è più comandata dal caso biologico, ma controllata dalla volontà umana.

Andando avanti con la sua trattazione della condizione della donna quando diventa madre, dopo svariati esempi e racconti, Simone de Beauvoir scriveva:

“Tutti questi esempi bastano a dimostrare che non esiste un “istinto materno”: in nessun caso la parola può essere applicata alla specie umana.”.

Nel 1963 usciva, negli Stati Uniti d’America, “La mistica della femminilità” di Betty Friedan, interessante saggio che mostrava come l’aver voluto indicare alle donne, come loro unica fonte di realizzazione, come “essenza” della loro “femminilità”, la vita di sposa, casalinga e madre, avesse portato nella società americana gravissimi danni non solo…

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