femminile plurale

ovvero: Riflessioni sparse su Boldrini, Barilla, bell hooks e Butler

In Elogio del margine, bell hooks  denuncia  all’interno del discorso femminista una mancanza di considerazione per le donne nere. Tale critica è legittima e condivisibile ed è, a rovescio, un richiamo al riconoscimento del rischio che si corre a basare il discorso di liberazione e rivoluzione femminista sulla  pratica di inclusione.

In questo senso mi viene in mente la teoria del genere di Judith Butler. A parte il fastidioso scollamento tra una teoria che vorrebbe essere il più inclusiva possibile e la sua prassi che risulta appannaggio solo di pochi privilegiati*, che cosa è tale teoria se non un’enorme sforzo di elaborazione di una teoria del genere dalle maglie talmente larghe da includere chiunque? Il fatto che la filosofa inizi la costruzione della suddetta teoria con il prendere in considerazione lo status delle persone intersessuali costituisce una prova di ciò.

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