Il cielo di ottobre non è di un colore solo.

Ha mille sfumature: è azzurro, celeste, turchese, blu cobalto, ed è pieno di luce.

La luce nelle giornate di sole è calda, trasparente, esalta i colori del cielo e degli alberi, che si ammantano di mille sfumature, anche loro, di verde, di giallo, di marrone e di rosso.

Ottobre è il mese in cui sono nata ed inspiegabilmente, o forse no, ogni volta, ogni anno in questo periodo mi sento bene.

Quest’anno poi mi sento particolarmente bene

Venerdì mattina sono andata al consultorio per fare il pap-test

Non so perché, ma è stato molto doloroso

Forse perché non ero emotivamente abbastanza predisposta ad eseguire il prelievo e invece mi sembrava di essere tranquilla

Evidentemente ci sono angoli che restano segreti anche quando ci sembra di essere arrivati a conoscerci bene.

Uscendo dall’ambulatorio, mentre stavo indossando il giaccone una ragazza mi saluta calorosamente

E’ Fatima, una ragazza rom compagna di scuola di mia figlia dalla scuola materna fino alle medie inferiori

Alle medie purtroppo i ragazzi rom si perdono strada facendo ed anche  Fatima lasciò la scuola in seconda media, dopo che qualcuno, durante il tragitto da scuola al campo , l’ aveva importunata e per questo fu ricoverata in ospedale.

Io e Ire siamo state le uniche della classe ad andare a trovarla in ospedale.

Dopo questa storia Fatima non volle più tornare a scuola

Ed io  per questo sono stata arrabbiata per molto tempo perché lei era piena di curiosità, di entusiasmo, di voglia di vivere

Ma negli occhi della ragazza che venerdì mi ha salutato non c’era traccia di tutta questa possibilità di vita

Oggi Fatima ha tre figli ed ha 22 anni, come mia figlia e i suoi grandi occhi nocciola sono spenti

L’ho abbracciata forte, le ho detto che le voglio bene e le ho lasciato il numero del mio cellulare, dicendole di chiamarmi per qualsiasi motivo.

Mi ha richiamato a fine mattinata dicendomi di aiutarla a trovare lavoro e subito mi è venuto in mente un episodio di diversi anni fa

Ero in autobus, stavo andando al lavoro e l’autobus era pieno di gente.  A un certo punto salgono due giovani donne rom e tutti cominciano ad agitarsi, nessuno le vuole accanto e qualcuno comincia a dirgli di scendere ed io non ce l’ho fatta a star zitta e in difesa di quelle donne, rivolgendomi a chi con tono arrogante le aveva aggredite, ho detto “Ma queste ragazze cosa dovrebbero fare al posto di chiedere l’elemosina? Voi glielo dareste un lavoro?” E allora una di loro mi disse “Lascia stare Grazie Ma lascia perdere…”

E adesso mi ritrovo in una situazione simile e diversa nello stesso tempo perché oggi non si tratta solo di usare le parole ma di tramutare le parole in una soluzione concreta: devo assolutamente trovare qualcuno che accolga Fatima e le dia una possibilità, e non sarà certamente facile.

Quanto più la disperazione

e il dolore

gravano sul torbido presente,

tanto più si fa intensa

la bramosia che spinge

verso una vita più bella.

E in quell’autunno la vita quotidiana

offriva occasioni

senza limiti

per passioni ardenti

e puerili fantasie.

(L’autunno del medioevo/ Johan Huizinga)