Ex UAGDC

Di pubblicità progresso ne abbiamo parlato spesso, per lo più non positivamente.
Sarà che la retorica dell’occhio nero e delle sue varianti non ci ha mai convinto, perchè, citiamo di nuovo Giovanna Cosenza,

non si combatte la violenza con immagini che la esprimono. Né si fanno uscire le donne dal ruolo di vittime se si insiste a rappresentarle come vittime.

Sarà perchè sono sessiste quanto quelle non progresso, ne hanno coniato le forme e i modi e poco importa che stereotipi ed oggettivazione siano partecipi dello svilimento della figura femminile e quindi, in parte, della violenza che ne deriva.

Sarà che ormai “stop alla violenza sulle donne” è uno slogan pubblicitario che di progressista ha ben poco, riservandosi invece il ruolo di vendere magliette Coconuda  e mutande Yamamay. Sarà che in questi casi una piaga sociale come il femminicidio è usata a scopo di marketing…

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