Triskel182

In difesa della Carta

IL MINISTRO FRANCESCHINI AMMETTE: “NON POSSIAMO PIÙ PROCEDERE”.

Basta con l’assalto alla Costituzione, avevano scherzato. Ovvero, la marcia indietro del governo che per stravolgere l’articolo 138 ha buttato tempo e soldi pubblici. Ma che ora deve rimangiarsi proclami e sondaggi on line e “mandare in pensione i saggi”, proprio come voleva Renzi (pentitosi in corso d’opera): perché non ha più i numeri. Ieri nella conferenza dei capigruppo il ministro per i Rapporti per il Parlamento, Dario Franceschini, ha fatto sapere che il governo “non procederà” alla Camera sul ddl costituzionale 813. Stop al testo che affidava a un comitato di 42 parlamentari il potere di riscrivere metà della Carta e derogava al 138, dimezzando da tre mesi a 45 giorni l’intervallo tra le due votazioni in ciascuna Camera sulle leggi costituzionali.

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