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Non c’è cosa più bella di una voce che si leva vibrante e vivace, in favore della libera scelta. E che si fa quando le voci diventano tante? Ci si chiama per nome, ci si siede tutte attorno e guardandosi tutte negli occhi si cerca di nominare le cose. E la rabbia, e l’ingiustizia, soprattutto quando sono queste ad avere la meglio sui corpi delle donne.

Marciamo in un’epoca post-umana che sempre più ci spinge verso una condizione extra-corporea, dove quella cosa che è il nostro corpo, registra il suo totale annichilimento; con tutte le conseguenti derive. Siamo oltre l’oggettivazione, probabilmente nell’anticamera della de-umanizzazione.

Siamo al punto che una legge – la legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, in Italia – rischia di non essere più applicabile a causa dell’alta percentuale di obiettori presenti nelle strutture pubbliche, con percentuali che variano di poco su scala nazionale in base…

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