Triskel182

BianiNEGLI anni della crisi il numero di coloro che si trovano in condizione di povertà assoluta, cioè impossibilitati a sostenere le spese necessarie alla sussistenza materiale, è raddoppiato, passando da 2,4 milioni di persone nel 2007 a 4,8 milioni nel 2012 (e non ci sono indicazioni tali da far ritenere che nel 2013 le cose siano andate meglio). Benché le differenze territoriali si siano ulteriormente allargate, con il Mezzogiorno sempre più impoverito, la povertà morde anche nel Centro-Nord.
L’aumento si è concentrato soprattutto tra minori e giovani, e tra le famiglie più giovani e con due o più figli. A differenza degli anni passati, infatti, anche un secondo (e non solo un terzo) figlio fa aumentare di molto il rischio di povertà, stante l’erosione, quando non la perdita tout court, dei redditi da lavoro di molti genitori. Viceversa, nonostante vi sia stato un aumento di povertà anche tra i più anziani, esso…

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