Triskel182

DISABITUATI alle buone notizie, si stenta a credere che sia finalmente operativo un provvedimento del 2012 (governo Monti) che prevede la messa in vendita o in affitto di terre demaniali e pubbliche incolte a giovani agricoltori. Si tratta di 5500 ettari — pochi ma non pochissimi — che passerebbero dall’abbandono alla coltivazione (o alla ri-coltivazione). Con una piccola ricaduta utile sulla sofferente economia agricola, sul dissesto del territorio che è in primo luogo figlio dell’abbandono della terra, sulla psicologia depressa del mondo contadino, abituato negli ultimi anni a prendere solo sberle.
Di agricoltura i nostri media parlano poco e distrattamente, con poche e preziose eccezioni (Carlo Petrini e il suo formidabile movimento internazionale, che è agricolo non meno che gastronomico).

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