Archive for luglio, 2015


L’accusa di Amnesty a Israele: “Crimini di guerra a Gaza”. Tel Aviv: “Falsificano la realtà”

La replica dello Stato ebraico: “Dossier lacunoso, sono ossessionati da noi”. Per l’organizzazione umanitaria tra il primo e il 4 agosto scorso a Rafah avvenne una “carneficina” ingiustificata con 135 palestinesi uccisi: “Forse crimini contro l’umanità”. Netanyahu approva nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania

29 luglio 2015

GERUSALEMME – Prima è arrivata la relazione della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite che aveva parlato di “possibili crimini di guerra” da parte di Israele (ma anche dei gruppi armati palestinesi) nella guerra della scorsa estate tra Hamas e lo Stato ebraico che ha provocato 1462 vittime civili tra i palestinesi e 6 tra gli israeliani.

Oggi arrivano le accuse ancora più dure da parte di Amnesty International: secondo l’organizzazione umanitaria le forze armate israeliane si sarebbero macchiate di crimini di guerra la scorsa estate nel corso di attacchi aerei e terrestri lanciati in zone abitate a Rafah (Gaza).

Dura la reazione dello Stato ebraico che respinge con forza le accuse. “Amnesty International falsifica la realtà nel suo rapporto sui combattimenti di un anno fa a Gaza” afferma il ministero degli Esteri israeliano, secondo cui il rapporto è lacunoso “nella metodologia, nella ricostruzione dei fatti, nelle analisi e nelle conclusioni”. Amnesty, sostiene il ministero, “ancora una volta dimostra la propria ossessione verso Israele”.

Striscia di Gaza, la storia del conflitto in un minuto

L’accusa verso Israele è contenuta in un rapporto presentato oggi a Gerusalemme nel quale Amnesty non esclude che le azioni dell’esercito israeliano possano essere bollate anche come “crimini contro l’umanità”. Nel dettaglio sono stati analizzati i fatti tra l’1 e il 4 agosto quando a Rafah furono uccisi 135 palestinesi fra cui 75 minorenni dopo che un ufficiale israeliano era caduto in agguato di Hamas, una “carneficina”. Secondo Amnesty “Israele agì con una terribile indifferenza verso le vite umane civili, e lanciò attacchi sproporzionati ed indiscriminati”.

I ricercatori di Amnesty, che non sono potuti entrare nella Striscia perchè impediti da Israele, si sono avvalsi di tecniche investigative e di analisi sofisticate, messe a punto un team di ricercatori (Forensic Architecture) nell’Università di Londra. Si sono basati fra l’altro sull’analisi approfondita di fotografie, su filmati video e su testimonianze oculari.

Per l’organizzazione umanitaria le autorità israeliane non hanno condotto “indagini credibili, indipendenti ed imparziali”. Amnesty chiede che “quanti sono sono sospettati di aver ordinato o commesso crimini di guerra” siano perseguiti.

Mentre Amnesty accusa Israele, il governo di Benjamin Netanyahu continua la politica degli insediamenti in Cisgiordania: oggi il premier israeliano ha approvato la costruzione “immediata” di 300 alloggi nella colonia cisgiordana di Beit El, insediamento alla periferia nord di Ramallah, teatro negli ultimi giorni di duri scontri tra forze di sicurezza e coloni. Inoltre è stato comunicato l’avvio della pianificazione per ulteriori cinquecento alloggi a Gerusalemme Est.

Stamattina la Corte suprema di Gerusalemme ha confermato la demolizione entro domani di due condomini costruiti abusivamente proprio a Beit El, scatenando l’ira della destra nazionalista e del partito di estrema destra Focolare ebraico.

 

Firenze, la manifestazione «La libertà è la nostra fortezza»

Contro le motivazioni della sentenza che ha assolto sei persone di uno stupro di gruppo nel 2008, la manifestazione promossa da centinaia di associazioni

 

redazione

«La libertà è la nostra for­tezza» è il titolo della mani­fe­sta­zione pro­mossa da cen­ti­naia di asso­cia­zioni, sin­da­cati e poli­tici che si è svolta ieri sera all’ingresso della For­tezza da Basso a Firenze per pro­te­stare con­tro le moti­va­zioni della sen­tenza che ha assolto sei ragazzi accu­sati di uno stu­pro di gruppo nel 2008. «que­sta sen­tenza ha leso l’autodeterminazione di tutte le donne — sosten­gono i pro­mo­tori — il pro­cesso è stato fatto alla ragazza e alla sua vita. Vogliamo sapere per­ché la pro­cura gene­rale non ha fatto ricorso facendo sca­dere i ter­mini». Da giorni la rete è invasa da auto­ri­tratti di donne che espon­gono un car­tello: «Il mio stile di vita non è una scusa/La vio­lenza non fa di te un uomo/ #Nes­su­na­scusa». Alla pro­te­sta sui social si sono uniti nume­rosi uomini che mostrano il car­tello: «La tua scol­la­tura non è una scusa/ La vio­lenza non fa di me un uomo/ #Nes­su­na­scusa». La donna vit­tima dello stru­pro ha pub­bli­cato una let­tera «#Firenze: For­tezza signi­fica forza. Adesso non più!» sul blog «Al di là del buco». Sullo stesso blog si può leg­gere anche la let­tera di una delle per­sone assolte.

http://ilmanifesto.info/

https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/23/firenze-testo-sentenza-di-assoluzione-per-stupro-di-gruppo-alla-fortezza-da-basso/

Triskel182

GreciaAlla fine di questa settimana che ha segnato uno spartiacque nella storia d’Europa, risulta tragicamente ridicola tutta questa cosa del debito greco.

Quello che principalmente chiedeva Tsipras da anni – cioè il taglio o almeno una sua robusta dilazione nel tempo – gli è stato ripetutamente negato fino a farlo capitolare. Ma adesso sia il Fondo monetario, sia la Bce, sia il governo Usa dicono all’unisono: oh cazzo, ma questo debito è così gigantesco che un’economia così debole non potrà mai ripagarlo nei tempi stabiliti; oh cazzo, ma più gli chiediamo di rispettare le scadenze più strangoliamo quell’economia già debole, quindi non ci conviene; oh cazzo, l’unica cosa possibile per riavere indietro almeno una parte dei soldi è tagliare il debito o dilazionarlo robustamente nel tempo!

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Al di là del Buco

Avevo seguito a suo tempo la vicenda, incluse le differenti versioni di difesa e accusa. Lei ubriaca, quindi non in grado di dare il suo consenso, loro forse brilli, non si sa. Non so, non c’ero, non mi interessa misurare la colpevolezza di qualcuno a partire da una visione repressiva del problema. Non mi interessa neppure legittimare un’istituzione paternalista, patriarcale, che decide quando puoi dirti stuprata e quando no, perché nel fare questo sostanzialmente ti entra nelle mutande, guarda le cose attraverso le lenti della propria morale e questo non è accettabile. Non lo è per chi accusa e, se ci pensate bene, neppure per chi si difende.

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Essere Sinistra

stranamore

[traduzione dell’articolo di Yanis Varoufakis apparso su Die Zeit]

La ragione per cui cinque mesi di negoziati tra la Grecia e l’Europa hanno portato all’impasse è che questo è proprio quello che il dottor Schäuble voleva si realizzasse.

Nel periodo dei miei primi incontri a Bruxelles all’inizio di febbraio, una potente maggioranza in seno all’Eurogruppo si era già formata. Si muoveva  intorno alla pressante figura del ministro delle Finanze della Germania, la sua missione era quella di bloccare qualsiasi accordo sulla costruzione di un terreno comune tra il nostro governo appena eletto e il resto della zona euro. [1. “Le elezioni non possono cambiare nulla” e “O il Memorandum o nulla” furono le affermazioni di principio con cui salutò il mio primo intervento all’Eurogruppo.]

Così cinque mesi di intensi negoziati non hanno mai avuto la possibilità di uno sbocco reciprocamente utile. Erano condannati a condurre alla situazione di…

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Triskel182

Il congelamento dei salari era incostituzionale. Ma dopo la sentenza arriveranno pochi spiccioli. E chi ha salati medi ci rimette: perderà gli 80 euro del bonus di Renzi.

L’ultimo contratto dei pubblici dipendenti è scaduto nel lontano 2009. Il rinnovo per il triennio 2010-2012 fu cancellato con ildecreto legge 78 del 2010 (allora c’era il governo Berlusconi) e la norma piacque tanto ai governi che si sono succeduti, che hanno pensato bene di estenderla al 2013-2014 (governo Letta) e al 2015 (governo Renzi), per la parte economica. Su quest’ultimo punto è intervenuta la Corte Costituzionale che, il 24 giugno scorso, ha dichiarato l’illegittimità sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza. Prima di assumere qualsiasi decisione, il governo dovrà attendere il deposito della sentenza della Corte, che dovrebbe avvenire entro venti-trenta giorni ma potrebbe slittare anche a dopo…

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Stature (Biani)

Risultati immagini per bandiera greca

 

Mi auguro con tutto il cuore che il referendum indetto per oggi dal governo greco si concluda con la vittoria del NO perché sarà la vittoria del popolo greco e di tutti gli europei per la democrazia contro la dittatura finanziaria di pochi.

Spero che il coraggio abbia il sopravvento sulla paura.

Spero che l’amore per la vita e la libertà possano trionfare sulle leggi del profitto.

Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

noisuXeroi

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