Archive for 11 settembre 2015


In un mondo di solitudine e silenzio la crepa nell’ordine di un amore inatteso

Concorso. Storia di Michael Stone, uomo di fama mondiale che scopre l’anomalia di innamorarsi

Cristina Piccino VENEZIA

Edizione del 09.09.2015

Pubblicato 9.9.2015, 0:57

Aggiornato 8.9.2015, 21:29

Lui si chiama Michael Stone, aspetto ano­nimo, fama mon­diale, il suo libro è dive­nuto la Bib­bia di tutti coloro in cerca di affer­ma­zione: How May I Help You Help Them ovvero come moti­vare i ven­di­tori di tutto il mondo, mana­ger e pre­cari, impie­gati e team lea­der per incre­men­tare le ven­dite del 100%. Ma cosa ci sarà nella sua testa, quale sarà il suo occhio sul mondo? Facce tutte uguali, maschi e fem­mine, adulti e bimbi, le voci tutte da uomo, l’unico diverso è lui col suo accento bri­tish che a Cin­cin­nati, città con lo zoo a misura, fati­cano a capire. Nei suoi incubi di uffici kaf­kiani è preda di bra­mo­sie nau­seanti, nei suoi sogni cerca la crepa nell’ordine e il bat­tito acce­le­rato del cuore, un’anomalia come quella voce deli­cata che sente all’improvviso, la voce di Lisa, che non somi­glia a nes­sun altro, Lisa, anor­male e spe­ciale, Ano­ma­lisa.
Eccolo il nuovo e miste­rioso film di Char­lie Kau­f­man, ieri in gara nell’impennata della Mostra (Gua­da­gnino, Gitai, Bel­loc­chio), bello, bel­lis­simo, stop motion di estre­miz­za­zione dei sen­ti­menti e del desi­de­rio, con le voci di David Thew­lis (Stone) e di Jen­ni­fer Jason Leigh (Lisa) in cui ritor­nano la poe­sia osses­siva di Being John Mal­ko­vich, la tene­rezza malin­co­nica dell’impossibile sin­cro­nia amo­rosa di Se mi lasci ti can­cello, le esi­stenze rigi­da­mente com­par­ti­men­tate di Synec­do­che, New York .

Per pro­durlo Kau­f­man che lo ha codi­retto insieme al regi­sta di ani­ma­zione Duke John­son (la prima è stata qual­che giorno fa al Festi­val di Tel­lu­ride) e si è affi­dato al cro­w­d­fun­ding, voleva essere indi­pen­dente e avere la mas­sima libertà delle sue scelte arti­sti­che. E Ano­ma­lisa è un film libe­ris­simo come la parola con cui gioca, ano­ma­lia: una parola che fa paura, che devia dalla regola, che mette in discus­sione. É que­sto Lisa, che Stone incon­tra nell’albergo di lusso, imper­so­nale come il mondo, la notte prima di una con­fe­renza, dopo essere stato respinto da una ex sca­ri­cata undici anni prima. Lisa è timida, si sente una sfi­gata per­ché non è come gli altri, è una sua ammi­ra­trice; lavora al call cen­ter e ha divo­rato il suo libro anche se con il dizio­na­rio accanto. É lì insieme a un’amica, quella bella che tutti rimor­chiano di solito, molti mojito alla mela, molti mar­tini con scorza, lui ha cer­cato la ex can­cel­lata anni prima di colpo che lo ha respinto, e ora ecco la donna delle sue fan­ta­sie, la sua voce lo fa impaz­zire, Lisa canta, rac­conta, la notte fini­sce nella stanza di lui ordi­na­tis­sima come il room ser­vice vuole… Ma si può dopo la notte vin­cere l’ansia del risve­glio, la pre­sun­zione di essere diversi, la paura di sco­prirsi uguale agli altri?

Ci vuole poco per finire in mille pezzi, l’esistenza può col­las­sare in ogni momento. «Non vi ren­dete conto che il sistema sco­la­stico è stato distrutto per creare igno­ranti da spe­dire in guerra» grida Stone sul palco tra un sor­riso ai clienti e l’altro. Meglio forse tor­nare all’ordine … Nel film di Kau­f­man – che si can­dida al Leone — ritro­viamo tanto, e bene, del nostro soprav­vi­vere oggi: chi siamo noi? Che cosa vogliamo? Chi è chi ci sta attorno? Soprat­tutto, c’è qual­cuno che ci ascolta, ovvero, ascol­tiamo qual­cuno, avver­tiamo qual­cosa che non sia un flusso indif­fe­ren­ziato nell’era dell’individuo dive­nuto social? Non è la prima volta per il regi­sta – all’opera seconda – e sce­neg­gia­tore dei migliori film di Gon­dry, ma que­sto viag­gio visio­na­rio in una mente scol­lata dagli altri spinge all’estremo i luo­ghi della sua poe­tica, la cifra dell’animazione per­mette di astrarre e di ero­tiz­zare al tempo stesso, di ren­dere visi­bile la meta­fora, le para­noie, l’intimità pro­fonda in una dimen­sione fisica, con umo­ri­smo, senza cadute né ridon­danza. Un pae­sag­gio di soli­tu­dine e silen­zio, in cui la fan­ta­sia e l’imprevisto sono stati eli­mi­nati.
Una con­di­zione dolo­rosa (anche se nel film si ride molto, e certe scene, coi due imba­raz­zati e goffi pro­ta­go­ni­sti insieme sfio­rano la slap­stick) di un’inquietudine che ci riguarda, come quella ricerca inge­ne­rosa di chi si con­cen­tra solo su di sé. E Kau­f­man ha la misura e il tocco per sma­sche­rare quell’ordine con impla­ca­bile dol­cezza. Forse l’anomalia è l’amore inat­teso e spa­ven­toso, come una can­zone «scon­cia» giapponese.

http://ilmanifesto.info/

 

 

 

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti 
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

L’appuntamento è Venerdì 11 settembre alle 17.00 a Lido S.M.Elisabetta. 
Se qualcuno decide di organizzare altre manifestazioni di donne e uomini scalzi lo stesso giorno in altre città ce lo comunichi a:
 donneuominiscalzi@gmail.com

Primi firmatari

Lucia Annunziata
Don Vinicio Albanesi
Gianfranco Bettin
Marco Bellocchio
Don Albino Bizzotto
Elio Germano
Gad Lerner
Giulio Marcon
Valerio Mastrandrea
Grazia Naletto
Giusi Nicolini
Marco Paolini
Costanza Quatriglio
 
Norma Rangeri
 
Roberto Saviano
Andrea Segre
Toni Servillo
Sergio Staino
Jasmine Trinca
 
Daniele Vicari
Don Armando Zappolini (CNCA)
Mauro Biani, vignettista de il Manifesto
Fiorella Mannoia
Frankie Hi Nrg
Maso Notarianni
Ascanio Celestini
Amnesty International Italia
CGIL Nazionale
Emergency
Arci
Acli
Terres des Hommes
Mani Tese
Oxfam Italia
 
Medici Senza Frontiere

 

COME ADERIRE

LISTA COMPLETA DELLE ADESIONI

 

http://donneuominiscalzi.blogspot.it/

 

È arrivato il momento di decidere da che parte stare.
È vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa.
Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter
prendere delle scelte.
Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.
Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere.
È difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.
Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di
trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e
sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.
Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.
Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.
La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà.
È l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun
modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non è pensabile
fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie.
Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere
una maggiore redistribuzione delle ricchezze.
La Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi chiede con forza i primi necessari cambiamenti delle politiche migratorie
europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creazione di un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino
Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.
Aderiscono:
Comitato 1° Marzo, Comunità delle Piagge, Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, Emergency Firenze e Sesto
Fiorentino-Calenzano, Fuori Binario, Rete Antirazzista Fiorentina, Camera del Lavoro CGIL Firenze, CGIL Toscana, Cospe, ARCI
Comitato territoriale Firenze, Progetto Arcobaleno, Amnesty International, Associazione in Fabula, Comitato P. Calamandrei,
Associazione di Volontariato “nuova vita” Onlus, Altroteatro, Adagietto Diversamente teatro, Straniamenti, Azzerocappaemme,
Associazione Artemisia, Oxfam Italia, Medici Senza Frontiere Firenze, Bizantina Worldmusic, Anelli Mancanti, Teatro Del Borgo,
Forum permanente delle donne di Certaldo, Giovani Musulmani d’Italia, Libere Tutte Firenze, Medici per i Diritti Umani, Atelier
Vantaggio Donna, UIL Toscana, Legambiente Toscana, Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia, FAT, Agesci
Zona Firenze Ovest, Fabbrica dei Racconti e della Memoria, PerUnaltracittà, IParticipate Toscana, Radio Cora
Stiamo promuovendo a Firenze iniziative volte a esercitare tutta la pressione possibile su governi e istituzioni
sul tema dell’immigrazione. SE ANCHE TU COME SINGOLO O ASSOCIAZIONE SENTI QUESTA COME UNA
PRIORITÀ DEL NOSTRO TEMPO, E SE VUOI ANCHE TU “RESTARE UMANO”, ADERISCI E PARTECIPA!
http://www.facebook.com/groups/bastamortinelmediterraneo

VENERDÌ 11 SETTEMBRE
PARTECIPA ALLA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

PROMOSSA A FIRENZE IN ADESIONE ALL’EVENTO NAZIONALE

 
PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE   

ore 18 Raduno in piazza Santa Maria Novella
Corteo a piedi scalzi fino a Piazza San Giovanni
ore 19-20,30 Azione di memoria collettiva delle quasi 30.000 vittime del Mediterraneo. 

All’arrivo in piazza, i primi del corteo dovranno cercare di disporsi in cerchio per lasciare uno spazio ampio vuoto nel mezzo.
Verranno distribuiti foglietti con l’anno simbolico della morte.
Al momento dell’inizio dell’azione, verranno letti i morti per anno. Le persone con quel numero di anno dovranno poggiare le scarpe nel cerchio. Le scarpe dovrebbero essere poggiate le une accanto alle altre, senza fare la catasta, perché andrebbero riprese al termine dell’azione.
Le associazioni aderenti potranno intervenire con letture e testimonianze.

ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE: 

Comitato 1° Marzo, Comunità delle Piagge, Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, Emergency Firenze e Sesto Fiorentino-Calenzano, Fuori Binario, Rete Antirazzista Fiorentina, Camera del Lavoro CGIL Firenze,CGIL Toscana, Cospe, ARCI Comitato territoriale Firenze, Progetto Arcobaleno, Amnesty International, Associazione in Fabula, Comitato P. Calamandrei, Associazione di Volontariato “nuova vita” Onlus, Altroteatro, Adagietto Diversamente teatro, Straniamenti, Azzerocappaemme, Associazione Artemisia, Oxfam Italia, Medici Senza Frontiere Firenze, Bizantina Worldmusic, Anelli Mancanti, Teatro Del Borgo, Forum permanente delle donne di Certaldo, Giovani Musulmani d’Italia, Libere Tutte Firenze, Medici per i Diritti Umani, Atelier Vantaggio Donna, UIL Toscana, Legambiente Toscana, Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia, FAT, Agesci Zona Firenze Ovest, Fabbrica dei Racconti e della Memoria, PerUnaltracittà

Il Comunicato ufficiale della Manifestazione

Per informazioni: 
Comitato Basta Morti nel Mediterraneo
055-373737 / 320.0138762 / 333.6532856
Il Comitato delle Associazioni fiorentine “Basta Morti nel Mediterraneo”sta promuovendo a Firenze iniziative volte a esercitare tutta la pressione possibile su governi e istituzioni sul tema dell’immigrazione.
SE ANCHE TU COME SINGOLO O ASSOCIAZIONE SENTI QUESTA COME UNA PRIORITÀ DEL NOSTRO TEMPO, E SE VUOI ANCHE TU “RESTARE UMANO”, ADERISCI E PARTECIPA!
 Per informazioni: 055-373737 / 320.0138762 / 333.6532856

 

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