Category: PRIVATO


AREZZO

Nel ricordo,

immensa

Immensa la piazza dell’antiquariato,

prima dell’incidente,

immenso quel luna park, dopo,

Terribile per me, con la bruciatura, viva, sulla coscia, 

il tessuto ruvido dei pantaloni grigi che sfiorava in continuazione, ad ogni movimento, la pelle bruciata. 

Io, per non guastare la festa a nessuno, non ho detto una parola, e tanto meno, nessuno si è preoccupato per me. Come se fossi niente.

Forse è per questo che non sopporto i luna park.

 

Arezzo oggi

Piccola, piccola, ma carina

Piena di bancarelle di cose antiche

Piccola, piazza grande

Io e te, che già ci conosciamo,

camminiamo tranquilli fianco a fianco,

raccontandoci la vita, comprendendoci.

 

E al momento di salutarci, come tutte le altre volte,

mi sembra

che il tempo sia passato troppo in fretta,

ed ho ancora tante cose da dire e da ascoltare,

e vorrei abbracciarti stretto, stretto e far sparire di colpo tutto quello che ti preoccupa e ti intristisce. 

 

 

 

 

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GENITORI

I miei genitori anziani 

si comprendono con un gioco di sguardi,

mentre attorno 

figli e nipoti annaspano,

cercando di mantenere un equilibrio anche precario

che possa giustificare e sostenere il ritrovarsi.

E’ proprio vero che i figli non conoscono mai i genitori.

Ho sempre pensato

che i miei stessero insieme

perché il loro codice non contemplasse

la possibilità di separazione.

Non riuscivo a capire come

potessero continuare a stare vicini

visto che sembrava che non si

sopportassero più!

E adesso,

dopo cinquantacinque anni  di vita insieme

a volte, anche molto burrascosa,

si stanno accompagnando con infinita pazienza e dolcezza,

che non pensavo potessero conoscere,

alla conclusione di questa loro vita.

Spiazzandomi.

Occhi sereni, azzurri, trasparenti,

giusti, sorridenti,

che mi guardano e si scusano

di non poter essere più

riferimento, discussione, libertà.

I miei…  non so!

Lo guardo forse interrogativa,

con l’intento di colmare

ogni suo bisogno.

Ma niente,

più niente c’è da fare.

Non ci sono più desideri, aspettative,

voglie.

Solo una stanchezza infinita.

La stanchezza di un corpo

che non risponde più alla 

vita.

Controradio è una radio “libera”, così si sarebbe detto negli anni 70′ Io l’ascolto appunto dagli anni 70′ E sabato 9 gennaio l’ho sentita praticamente quasi tutto il giorno. E’ attraverso la radio che ho saputo che David Bowie ha programmato l’uscita del suo ventottesimo cd il giorno successivo a quello del suo sessantanovesimo compleanno, proprio il 9 gennaio. Un disco pieno di atmosfera quasi mistica, con svariati spunti jazzistici, un disco molto particolare. E proprio il 9 gennaio, in occasione della riapertura del Teatro Niccolini, a Firenze, c’ è stata l’inaugurazione del teatro restaurato. Io e Alessio, il padre di mia figlia, ci siamo conosciuti alla fine degli anni 70′, una sera di inverno e siamo andati con altre ragazze e ragazzi a teatro, al Niccolini, appunto, a vedere “A porte chiuse” di Sartre. E’ stato amore a prima vista, abbiamo seguito la rappresentazione tutto il tempo  mano nella mano. Quando ci siamo rivisti, la seconda volta, sono andata a casa sua e mi ha fatto vedere tutti i suoi lavori a china e con gli acquerelli e le tempere e fatto sentire David Bowie. Di lui era già innamorata e i suoi lavori mi hanno fatto innamorare ancora di più ed è stato un colpo di fulmine anche per la musica di Bowie. Quando ho messo in collegamento tutto, sono rimasta perplessa e sorpresa nello stesso tempo. E poi due giorni dopo è morto, non sapevo neanche che fosse malato e l’apprensione ha preso il sopravvento. Molti che mi sono piaciuti e che hanno significato qualcosa in particolari momenti della mia vita sono morti ed oggi purtroppo persone di spessore, complesse, non banali, ce ne sono poche, pochissime. Sono profondamente triste.

 

Il regista: bisogna ridere di tutto

Dal 26 novembre la commedia di Van Dormael con Benoit Poelvoorde

Roma (askanews) – Parla di religione, è ambientato nella capitale belga, ma non ha niente a che fare con la caccia ai terroristi delle stragi di Parigi: “Dio esiste e vive a Bruxelles”, l’ultimo film di Jaco Van Dormael, è una commedia che si prende beffa della religione, che mostra un Dio in vestaglia e pantofole, crudele e sadico, che si diverte a far soffrire gli uomini, manovrando tutto dalla sua tristissima casa in Belgio. E’ una commedia nera e dissacrante interpretata da Benoit Poelvoorde, nei cinema italiani dal 26 novembre.

Il regista ha spiegato: “Penso che quello che sta succedendo in questi giorni non ha niente a che fare con la religione: si tratta di conflitti tra forze che utilizzano la religione per creare paura. Ho cominciato a scrivere il film quando a Parigi c’erano le manifestazioni contro i matrimoni gay, lo stavo montando quando c’è stata la strage a Charlie Hebdo, è ho pensato che bisognava assolutamente continuare ad avere utopie e a credere che si può ridere di tutto, con tutti”.

Nel film la figlia di Dio, Ea, di 11 anni, per fare un dispetto al padre comunica a tutti gli uomini la data della loro morte, e, ovviamente, ognuno di loro cambia rotta e priorità. Il regista, che non è credente, ma ha letto molto attentamente la Bibbia, ha detto:

“In quel testo ci sono dei bei personaggi, delle belle scene, dei bei pensieri, ma è troppo concentrato sull’obbedienza, sul fatto che la gioia non è qui e ora ma ne godremo domani, sul fatto che bisogna sottomettersi, espiare, che un giorno avremo una risposta a tutto. Io credo nel dubbio, credo che non ci siano risposte ai nostri dubbi ma che le domande siano comunque molto belle, creddo che il fatto di vivere su questa terra non sia male… Quindi cerco di fare film che non diano risposte, ma offrano una percezione di quello che sta succedendo intorno a noi”.

http://www.askanews.it/

Mia figlia è in Francia in erasmus. Venerdì 13 novembre, il giorno degli attentati a Parigi, l’ha raggiunta il suo ragazzo, per il fine settimana. Per fortuna si trovavano e sono lontano da Parigi. La sera di venerdì, subito, appena ho saputo quello che era successo, le ho mandato un messaggio, ma non ha avuto risposta. Durante il giorno successivo, per una serie di intoppi tecnici, (memoria del cellulare insufficiente) non ho potuto mettermi in contatto con lei, fino a sera! Mi è sembrato di essere sospesa per un tempo interminabile. Ancora non sapevo dove fossero ma ho cercato di non lasciarmi travolgere dall’angoscia. Nel momento in cui ho percepito la tensione nel corpo, sulla schiena e alla testa, con la presenza di una fascia che mi stava stringendo sempre di più, mi son detta che dovevo bloccare tutto subito e dopo essere stata al ritrovo alle 11, davanti al consolato francese, mi sono incamminata per il lungarno, fino a ponte vecchio e poi piazza della Signoria e poi piazza Duomo, ho comprato da mangiare e sono andata alla Feltrinelli. Ho cercato insomma di continuare a vivere. Ho comprato la scheda esterna per il cellulare e così alla fine ho avuto notizie di Irene.

Sta bene e per fortuna non è sola. Vicino ha il suo amore, che non poteva scegliere venerdì migliore per raggiungerla in Francia.

Ci siamo scambiate numerosi messaggi. Siamo d’accordo nel pensare che non bisogna lasciarsi sopraffare dal panico.

Bisogna continuare a vivere ma senza essere sconsiderati.

La vita è più forte di tutto!

Mentre scrivo sto guardando le immagini che scorrono sul televisore: gli inviati di SKY TG 24 in diretta ci stanno facendo vedere Place de la Republique a Parigi dove migliaia di francesi, nonostante il divieto di assembramento, si erano recati con fiori e candele per mostrare di non avere paura. Ad un certo punto, non si capisce bene perché, in pochi secondi, tutti hanno cominciato a scappare, ma poco dopo la gente è tornata in piazza!

Ci sono stati degli arresti ma almeno un terrorista è ancora a piede libero.

Irene ha deciso di restare e io penso che sia una decisione giusta.

Però il fiato resta sospeso.

Mi auguro che il G20 non termini con la decisione di rispondere al attacco con un contrattacco internazionale.

Una decisione migliore sarebbe quella di non comprare più petrolio dal sedicente califfato per non continuare a contribuire al suo finanziamento.

I vari paesi dovrebbero smetterla di armare la fazione sciita piuttosto che quella sunnita a seconda degli interessi del momento.

Tutti quei ragazzi morti straziati.

Valeria è morta.

Mille atri sono morti ad Ankara, a Beirut, in Siria, in Palestina.

Tutte le volte sento dire: speriamo non siano morti invano.

E invece tutte le volte sono morti invano perché appena dopo di loro ci sono stati sempre altri morti!

Solo per le donne fenomenali 

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c’è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai.

dal diario di Madre Teresa di Calcutta

Oggi è il mio compleanno e stamattina camminando per le strade del mio quartiere, alla vetrina della cartoleria, dove ci fermavamo sempre a curiosare quando mia figlia era piccola, questa poesia è stata attaccata in posizione centrale per essere letta, inequivocabilmente! E’ stato un bellissimo regalo da condividere … E non perché io mi senta una donna fenomenale, ma perché mi ha ricordato che posso farcela, senza guardare indietro, con il sole negli occhi, anche distraendomi talvolta, e ridendo, andando avanti con leggerezza e consapevolezza, come dice una canzone di Malika Ayane …       

 

Firenze, la manifestazione «La libertà è la nostra fortezza»

Contro le motivazioni della sentenza che ha assolto sei persone di uno stupro di gruppo nel 2008, la manifestazione promossa da centinaia di associazioni

 

redazione

«La libertà è la nostra for­tezza» è il titolo della mani­fe­sta­zione pro­mossa da cen­ti­naia di asso­cia­zioni, sin­da­cati e poli­tici che si è svolta ieri sera all’ingresso della For­tezza da Basso a Firenze per pro­te­stare con­tro le moti­va­zioni della sen­tenza che ha assolto sei ragazzi accu­sati di uno stu­pro di gruppo nel 2008. «que­sta sen­tenza ha leso l’autodeterminazione di tutte le donne — sosten­gono i pro­mo­tori — il pro­cesso è stato fatto alla ragazza e alla sua vita. Vogliamo sapere per­ché la pro­cura gene­rale non ha fatto ricorso facendo sca­dere i ter­mini». Da giorni la rete è invasa da auto­ri­tratti di donne che espon­gono un car­tello: «Il mio stile di vita non è una scusa/La vio­lenza non fa di te un uomo/ #Nes­su­na­scusa». Alla pro­te­sta sui social si sono uniti nume­rosi uomini che mostrano il car­tello: «La tua scol­la­tura non è una scusa/ La vio­lenza non fa di me un uomo/ #Nes­su­na­scusa». La donna vit­tima dello stru­pro ha pub­bli­cato una let­tera «#Firenze: For­tezza signi­fica forza. Adesso non più!» sul blog «Al di là del buco». Sullo stesso blog si può leg­gere anche la let­tera di una delle per­sone assolte.

http://ilmanifesto.info/

https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/23/firenze-testo-sentenza-di-assoluzione-per-stupro-di-gruppo-alla-fortezza-da-basso/

Sono immensamente felice! Da oggi non avrò più quel peso sul cuore che mi ha accompagnato da diversi anni.

Oggi mia figlia, la mia dolcissima figlia mi ha fatto il regalo più bello che io abbia mai ricevuto!

Mi ha detto che venerdì scorso ha cercato suo padre, quel padre che da anni, da quando lei è diventata maggiorenne, anzi da quando all’età di 16 anni lei gli ha urlato tutta la sua sofferenza nel non sentirlo vicino, non si è più fatto vivo. Mia figlia ha 23 anni e martedì andrà a cena da suo padre.

Ci siamo abbracciate a lungo e mentre cercavo di ricacciare le lacrime le ho detto che ero felice soprattutto per lei, perché se era riuscita a cercarlo voleva dire che aveva superato il dolore e che quindi poteva affrontare la questione senza avere nessuna aspettativa, che ero felice per me perché tutti questi anni avevano finalmente un senso, e che ero felice per suo padre perché lei gli sta offrendo un’ulteriore possibilità.

Spero che comunque vada mia figlia possa mantenere quella serenità interiore che ha raggiunto con immensa fatica, con grande impegno, con immensa forza.

Mia figlia è già una grande donna, e senza sapere nulla di quello che sarebbe successo oggi, sono queste le parole che le ho scritto nel libro che stamattina le ho regalato.

http://www.huffingtonpost.it/natasha-craig/

blog.libero.it

“Io ti amo”.

È una delle frasi più desiderate del pianeta. Per sentirsi dire “io ti amo” da qualcuno, la gente è in grado di fare cose che ci hanno sorpreso, e di cui abbiamo sentito parlare in innumerevoli storie, pellicole e canzoni. E le cose che le persone sono in grado di fare per chi le ama sono altrettanto stupefacenti.

Ma perché ci teniamo tanto a sentirci dire “io ti amo”? Forse è la promessa di avere un posto nel cuore di qualcuno, o la nascente consapevolezza del nuovo significato che rivesti nella vita di qualcuno. Spesso è la frase che viene pronunciata prima che una relazione compia il passo successivo, la manifestazione del fatto che qualcuno venga amato per tutte le sue peculiarità, per il suo aspetto, per il suo cuore, per ciò che è (nel bene, nel male e nell’imperfezione). La gente adora quell’idea, l’idea di essere abbastanza, l’idea d’essere il tutto di qualcuno.

Amiamo essere amati.

Allora perché l’amore è tanto complicato? Perché la gente che dice di amarsi si lascia? Perché finiscono i matrimoni? Perché a volte le canzoni d’amore sono tanto tristi? Perché esistono i cuori infranti? Come fa una persona che una volta era il tuo tutto a diventare un estraneo o addirittura un nemico?

Forse perché l’amore è il male definitivo? O magari è un sentimento fugace che solo alcuni fortunati riescono a provare per sempre?

Io credo nell’amore. Io credo nella sua forza e nel significato che ha nei rapporti umani. Ma ho anche imparato che l’amore non sempre basta a se stesso. C’è bisogno di un qualcosa di più dell’amore per far funzionare un rapporto. L’amore dà inizio a tante grandi storie, ma l’amore da solo non farà durare una relazione per sempre.

Ci sono sei frasi che penso siano altrettanto importanti, e perfino ancor più importanti del “ti amo”. Frasi che secondo me noi tutti dovremmo sentir pronunciare da coloro a cui siamo vicini. Frasi che per noi dovrebbero essere importanti quanto una dichiarazione d’amore.

1. “Io ti perdono”

Io ti perdono per tutte le cose che hai fatto, o che farai, che potrebbero farmi soffrire. Ti perdono per come potresti scattare quando sei arrabbiato, ti perdono per le cose che potresti dire quando sei stanco dopo una lunga giornata. Ti perdono per tutte le volte che non ti sei neanche reso conto di avermi offesa. Ti perdono per i tuoi grandi errori, e anche per quelli più piccoli. Ti perdono per non esserti reso conto di ciò di cui avevo bisogno quando invece ero convinta che lo sapessi, o mi aspettavo che tu lo sapessi. Ti perdono quando fallisci, perché vedo quanto ci provi. Ti perdono nel modo in cui spero che sarai tu a perdonare me perché mi rendo conto che non siamo perfetti.

2. “Io mi sacrificherò per te”

Sacrificherò il mio tempo per te. Per te rinuncerò a me stessa. Resterò in piedi fino a tardi per stare al tuo fianco mentre impari a prenderti cura del nostro bambino, anche se poi la mattina dovrò andare al lavoro. Resterò al tuo fianco quando starai male. Quando ti sentirai debole sarò la tua forza. Per te ci sarò sempre, alle tre del mattino così come alle sette di sera. Ci sarò quando non ci sarà nessun altro, e ci sarò al cento per cento. In salute e in malattia, la mia disponibilità ad esserci non cambierà. Sacrificarmi non dipenderà dalle condizioni in cui ti troverai, ma lo farò perché esisti, e perché sei quel genere di persona per cui ne vale la pena.

3. “Io ti rispetto”

Io ti rispetto per ciò che sei, e non per ciò che penso che tu ti meriti. Ti rispetto perché meriti il mio rispetto, non perché te lo sei guadagnato. Rispetterò le tue opinioni e terrò sempre in considerazione i tuoi sentimenti. Ti tratterò come una persona coi suoi pensieri, le sue speranze, sogni e desideri. E quei pensieri, speranze, sogni e desideri conteranno per me tanto quanto contano per te.

4. “Io ti sosterrò”

Io sosterrò le tue speranze e i tuoi sogni. Io ti guarderò sempre le spalle. E tu potrai fidarti di me. Ti solleverò e non ti abbatterò mai. Mi assicurerò che tu abbia sempre ciò di cui abbia bisogno, fisicamente, emotivamente, spiritualmente e mentalmente. Ti risolleverò quando cadrai.

5. “Io ti proteggerò”

Io ti proteggerò dalla sofferenza. Io proteggerò il tuo cuore dal dolore. Io proteggerò l’idea di noi. Io non ti sminuirò. Farò tesoro di te e ti farò da scudo contro il male, la cattiveria e la mostruosità. Non lascerò che gli altri t’abbattano. Fra le mie braccia sarai al sicuro, al sicuro fra le mie mani e al sicuro nel mio cuore. Sarò il tuo porto sicuro, la tua rete di sicurezza e la persona di cui potrai sempre fidarti.

6. “Io ti sarò sempre devoto”

Non ti lascerò. Per te ci sarò ogni volta. E lo renderò una priorità della mia vita. Guarderò agli inizi del nostro rapporto, m’impegnerò per il nostro presente, e guarderò avanti al nostro futuro perché noi due siamo qualcosa che voglio duri per sempre.

C’è chi potrebbe obiettare che se ami qualcuno, tutte queste cose dovranno già far parte di quell’amore. Che chi ama si sacrifica automaticamente per te, ti rispetta, ti perdona, ti sostiene, ti protegge e ti è devoto.

In un mondo perfetto e ideale sono convinta che tutti questi attributi confluiscano insieme e si esprimano attraverso un sentimento puro e incondizionato. È un tratto che noi tutti ci sforziamo di sviluppare. Ma per mia esperienza siamo umani, e non raggiungiamo quel livello di perfezione – anche nei confronti di coloro che amiamo.

Se il vero amore fosse tutto ciò di cui abbiamo bisogno, l’amore non sarebbe altrettanto difficile e i rapporti non si sfascerebbero così facilmente.

La verità è che ci sono tante persone che potresti amare, ma pochissimi rapporti che potresti far durare per sempre. Ecco perché una persona è in grado di amare qualcun altro più della propria vita, pur nella profonda consapevolezza che fra loro non funzionerebbe mai. Ecco perché la gente è in grado d’allontanarsi da coloro che ama. Ecco perché c’è chi è in grado di rinunciare a una vita piena d’amore per un singolo istante di debolezza e di piacere egoistico. Ecco perché la gente mente, ruba e truffa e tradisce coloro che ama.

Ho amato tante persone, ma non sono con loro. Sto con un uomo che mi ha dato più dell’amore. Sto con un uomo che è riuscito a guardare oltre i miei errori. Sto con un uomo che si è sacrificato per me. Sto con un uomo che mi onora e mi rispetta. Sto con un uomo che si prende cura di me in tanti modi diversi. Sto con qualcuno che mi fa sentire protetta e sicura. Sto con qualcuno che so che mi amerà nella buona e nella cattiva sorte, che non mi ha lasciato né mi abbandonerà quando le cose si metteranno male.

Sto con l’uomo che per me è stato più di un “ti amo”.

http://www.huffingtonpost.com/natasha-craig/6-phrases-more-important-_b_6679492.html

 

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