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Mio padre se ne è andato nel sonno nelle prime ore della mattina di domenica 22 maggio 2016 a casa, il primo maggio aveva compiuto 94 anni. Fino alla fine è stato lucido e quindi consapevole. E’ stata dura per lui e per noi.

Siamo riusciti a farlo restare a casa, come era suo desiderio, ma non siamo riusciti a risparmiargli il dolore. Per gli ultimi due mesi di vita non c’è stato giorno in cui non abbia invocato misericordia e carità, in cui non ci abbia detto che voleva morire. Solo tre giorni prima di morire, rendendosi conto che era arrivato alla fine, mi ha detto che non era pronto, che voleva restare con noi.  

Con rabbia devo dire che siamo stati lasciati soli, che le strutture sanitarie di base, il medico curante in prima linea, non ci hanno fornito l’informazione adeguata relativamente al diritto che una legge dello stato (Legge 15 marzo 2010, n. 38 –  “ Disposizioni per garantire l’accesso  alle cure palliative e alla terapia del dolore”) conferisce ai malati terminali e cronici di ricevere giuste cure per trascorrere gli ultimi giorni di vita in modo dignitoso e sereno.

Ho deciso pertanto di condividere tutto questo perché penso che della morte è giusto parlare perché è parte integrante della vita, basti pensare che alla nascita, tra vivere e morire, è solo questione di una frazione di secondi.

Non è un caso che le cure palliative siano state pensate da una donna, Cicely Saunders, infermiera qualificata, medico e assistente sociale. Con un autentico humour inglese, si definiva un one-women multiprofessional team. Riuniva infatti in una sola persona le tre più importanti professionalità dell’accompagnamento alla morte. ( “SAPER MORIRE – Cosa possiamo fare, come possiamo prepararci – Gian Domenico Borasio ).

Le donne hanno familiarità da sempre con il dolore, la sofferenze e la morte perché danno la vita. La forza interiore delle donne è immensa ed è per questo che riescono da sempre a gestire meglio il dolore. Le donne non si tirano indietro quasi mai.

In questa nostra società in cui tutti ci crediamo immortali, tutti dobbiamo essere giovani il più a lungo possibile, tutti dobbiamo essere belli, non c’è posto per la sofferenza, per il dolore, per la morte. Ma sofferenza, dolore e morte fanno parte della vita, come la gioia, la serenità, e tutti quei piccoli momenti di felicità che ognuno di noi ha la fortuna di assaporare.

Penso che sia arrivato però il momento di fermarsi a riflettere, di riconoscere che non si può correre all’infinito, che questo nostro modello di sviluppo che ci ha portato, tra le tante altre cose, ad ammalarci di una serie di malattie, dovute proprio al troppo benessere, che ci fanno poi morire, non è più sostenibile.

Occorrerebbe che ognuno di noi imparasse ad abbracciare anche la parte più buia della vita, per poterla illuminare. Basta una piccola fessura per far entrare la luce: per dare spazio alla luce serve la conoscenza e la conoscenza la possiamo fare nostra solo abbracciando tutte le situazioni che la vita di volta in volta ci pone davanti.

La morte ci coglierà sempre all’ improvviso ma cerchiamo di esserne consapevoli per poter concludere i nostri giorni con dignità e serenità.

Ps. I recapiti delle unità di cure palliative e degli hospice italiani sono reperibili presso gli indirizzi pubblicati sul sito web della                                                                                           Società Italiana di Cure Palliative (www.sicp.it /web/eventi/SICP/reticp.cfm)   e della               Federazione Cure Palliative ( www.fedcp.org/cure-palliative/hospice.in-italia.html )       

 

 

AREZZO

Nel ricordo,

immensa

Immensa la piazza dell’antiquariato,

prima dell’incidente,

immenso quel luna park, dopo,

Terribile per me, con la bruciatura, viva, sulla coscia, 

il tessuto ruvido dei pantaloni grigi che sfiorava in continuazione, ad ogni movimento, la pelle bruciata. 

Io, per non guastare la festa a nessuno, non ho detto una parola, e tanto meno, nessuno si è preoccupato per me. Come se fossi niente.

Forse è per questo che non sopporto i luna park.

 

Arezzo oggi

Piccola, piccola, ma carina

Piena di bancarelle di cose antiche

Piccola, piazza grande

Io e te, che già ci conosciamo,

camminiamo tranquilli fianco a fianco,

raccontandoci la vita, comprendendoci.

 

E al momento di salutarci, come tutte le altre volte,

mi sembra

che il tempo sia passato troppo in fretta,

ed ho ancora tante cose da dire e da ascoltare,

e vorrei abbracciarti stretto, stretto e far sparire di colpo tutto quello che ti preoccupa e ti intristisce. 

 

 

 

 

GENITORI

I miei genitori anziani 

si comprendono con un gioco di sguardi,

mentre attorno 

figli e nipoti annaspano,

cercando di mantenere un equilibrio anche precario

che possa giustificare e sostenere il ritrovarsi.

E’ proprio vero che i figli non conoscono mai i genitori.

Ho sempre pensato

che i miei stessero insieme

perché il loro codice non contemplasse

la possibilità di separazione.

Non riuscivo a capire come

potessero continuare a stare vicini

visto che sembrava che non si

sopportassero più!

E adesso,

dopo cinquantacinque anni  di vita insieme

a volte, anche molto burrascosa,

si stanno accompagnando con infinita pazienza e dolcezza,

che non pensavo potessero conoscere,

alla conclusione di questa loro vita.

Spiazzandomi.

IL PUNTO

Amare, in tutte le sue declinazioni, significa rispetto, cura, protezione reciproche, considerando le singole libertà, all’interno della libertà collettiva, perché essere simili vuol dire essere nello stesso tempo diversi ma uguali. Molti uomini non sanno amare perché mettono sempre al centro di tutto la loro persona, le loro esigenze, i loro desideri, i loro sogni, la loro amarezza, la loro stanchezza, i loro dolori.

Ci si innamora. Dopo si deve avere la capacità di amare. 

Solo per le donne fenomenali 

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c’è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai.

dal diario di Madre Teresa di Calcutta

Oggi è il mio compleanno e stamattina camminando per le strade del mio quartiere, alla vetrina della cartoleria, dove ci fermavamo sempre a curiosare quando mia figlia era piccola, questa poesia è stata attaccata in posizione centrale per essere letta, inequivocabilmente! E’ stato un bellissimo regalo da condividere … E non perché io mi senta una donna fenomenale, ma perché mi ha ricordato che posso farcela, senza guardare indietro, con il sole negli occhi, anche distraendomi talvolta, e ridendo, andando avanti con leggerezza e consapevolezza, come dice una canzone di Malika Ayane …       

 

 

 

 

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti 
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

L’appuntamento è Venerdì 11 settembre alle 17.00 a Lido S.M.Elisabetta. 
Se qualcuno decide di organizzare altre manifestazioni di donne e uomini scalzi lo stesso giorno in altre città ce lo comunichi a:
 donneuominiscalzi@gmail.com

Primi firmatari

Lucia Annunziata
Don Vinicio Albanesi
Gianfranco Bettin
Marco Bellocchio
Don Albino Bizzotto
Elio Germano
Gad Lerner
Giulio Marcon
Valerio Mastrandrea
Grazia Naletto
Giusi Nicolini
Marco Paolini
Costanza Quatriglio
 
Norma Rangeri
 
Roberto Saviano
Andrea Segre
Toni Servillo
Sergio Staino
Jasmine Trinca
 
Daniele Vicari
Don Armando Zappolini (CNCA)
Mauro Biani, vignettista de il Manifesto
Fiorella Mannoia
Frankie Hi Nrg
Maso Notarianni
Ascanio Celestini
Amnesty International Italia
CGIL Nazionale
Emergency
Arci
Acli
Terres des Hommes
Mani Tese
Oxfam Italia
 
Medici Senza Frontiere

 

COME ADERIRE

LISTA COMPLETA DELLE ADESIONI

 

http://donneuominiscalzi.blogspot.it/

 

È arrivato il momento di decidere da che parte stare.
È vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa.
Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter
prendere delle scelte.
Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.
Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere.
È difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.
Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di
trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e
sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.
Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.
Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.
La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà.
È l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun
modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non è pensabile
fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie.
Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere
una maggiore redistribuzione delle ricchezze.
La Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi chiede con forza i primi necessari cambiamenti delle politiche migratorie
europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creazione di un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino
Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.
Aderiscono:
Comitato 1° Marzo, Comunità delle Piagge, Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, Emergency Firenze e Sesto
Fiorentino-Calenzano, Fuori Binario, Rete Antirazzista Fiorentina, Camera del Lavoro CGIL Firenze, CGIL Toscana, Cospe, ARCI
Comitato territoriale Firenze, Progetto Arcobaleno, Amnesty International, Associazione in Fabula, Comitato P. Calamandrei,
Associazione di Volontariato “nuova vita” Onlus, Altroteatro, Adagietto Diversamente teatro, Straniamenti, Azzerocappaemme,
Associazione Artemisia, Oxfam Italia, Medici Senza Frontiere Firenze, Bizantina Worldmusic, Anelli Mancanti, Teatro Del Borgo,
Forum permanente delle donne di Certaldo, Giovani Musulmani d’Italia, Libere Tutte Firenze, Medici per i Diritti Umani, Atelier
Vantaggio Donna, UIL Toscana, Legambiente Toscana, Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia, FAT, Agesci
Zona Firenze Ovest, Fabbrica dei Racconti e della Memoria, PerUnaltracittà, IParticipate Toscana, Radio Cora
Stiamo promuovendo a Firenze iniziative volte a esercitare tutta la pressione possibile su governi e istituzioni
sul tema dell’immigrazione. SE ANCHE TU COME SINGOLO O ASSOCIAZIONE SENTI QUESTA COME UNA
PRIORITÀ DEL NOSTRO TEMPO, E SE VUOI ANCHE TU “RESTARE UMANO”, ADERISCI E PARTECIPA!
http://www.facebook.com/groups/bastamortinelmediterraneo

VENERDÌ 11 SETTEMBRE
PARTECIPA ALLA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

PROMOSSA A FIRENZE IN ADESIONE ALL’EVENTO NAZIONALE

 
PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE   

ore 18 Raduno in piazza Santa Maria Novella
Corteo a piedi scalzi fino a Piazza San Giovanni
ore 19-20,30 Azione di memoria collettiva delle quasi 30.000 vittime del Mediterraneo. 

All’arrivo in piazza, i primi del corteo dovranno cercare di disporsi in cerchio per lasciare uno spazio ampio vuoto nel mezzo.
Verranno distribuiti foglietti con l’anno simbolico della morte.
Al momento dell’inizio dell’azione, verranno letti i morti per anno. Le persone con quel numero di anno dovranno poggiare le scarpe nel cerchio. Le scarpe dovrebbero essere poggiate le une accanto alle altre, senza fare la catasta, perché andrebbero riprese al termine dell’azione.
Le associazioni aderenti potranno intervenire con letture e testimonianze.

ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE: 

Comitato 1° Marzo, Comunità delle Piagge, Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, Emergency Firenze e Sesto Fiorentino-Calenzano, Fuori Binario, Rete Antirazzista Fiorentina, Camera del Lavoro CGIL Firenze,CGIL Toscana, Cospe, ARCI Comitato territoriale Firenze, Progetto Arcobaleno, Amnesty International, Associazione in Fabula, Comitato P. Calamandrei, Associazione di Volontariato “nuova vita” Onlus, Altroteatro, Adagietto Diversamente teatro, Straniamenti, Azzerocappaemme, Associazione Artemisia, Oxfam Italia, Medici Senza Frontiere Firenze, Bizantina Worldmusic, Anelli Mancanti, Teatro Del Borgo, Forum permanente delle donne di Certaldo, Giovani Musulmani d’Italia, Libere Tutte Firenze, Medici per i Diritti Umani, Atelier Vantaggio Donna, UIL Toscana, Legambiente Toscana, Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia, FAT, Agesci Zona Firenze Ovest, Fabbrica dei Racconti e della Memoria, PerUnaltracittà

Il Comunicato ufficiale della Manifestazione

Per informazioni: 
Comitato Basta Morti nel Mediterraneo
055-373737 / 320.0138762 / 333.6532856
Il Comitato delle Associazioni fiorentine “Basta Morti nel Mediterraneo”sta promuovendo a Firenze iniziative volte a esercitare tutta la pressione possibile su governi e istituzioni sul tema dell’immigrazione.
SE ANCHE TU COME SINGOLO O ASSOCIAZIONE SENTI QUESTA COME UNA PRIORITÀ DEL NOSTRO TEMPO, E SE VUOI ANCHE TU “RESTARE UMANO”, ADERISCI E PARTECIPA!
 Per informazioni: 055-373737 / 320.0138762 / 333.6532856

 

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Kimanzi Constable

È stato amore a prima vista…o quasi. La prima volta che ho visto mia moglie, ho sentito qualcosa di indescrivibile. Avevo 17 anni e lavoravo da Burger King. Lei ne aveva 19 ed era la manager del ristorante.

Voleva mostrare ai dipendenti che il capo era lei, molti impiegati non la sopportavano neanche. All’inizio eravamo solo colleghi, poi siamo diventati amici. Il nostro legame si è trasformato in qualcosa di più e dopo sei mesi ci siamo sposati.

La percentuale di matrimoni felici non è molto alta e il numero diventa preoccupante quando ci si sposa giovani. Noi ci siamo sposati il giorno dopo il mio diciottesimo compleanno, senza sapere quanto sarebbe stata dura.

Nonostante gli avvertimenti di famigliari e amici sui rischi di sposarsi troppo presto, non cambiammo idea. Eravamo follemente innamorati e pronti ad affrontare il mondo insieme. I primi anni sono andati bene. A volte litigavamo, ma niente di serio. A 19 anni ho fondato una società di servizi e ho raggiunto un reddito a sei cifre in un anno.

Tuttavia, non sapevo nulla di business ed ho gestito male i miei affari. Nell’aprile del 2011 avevamo 180.000 dollari di debiti e litigavamo di continuo per questioni di soldi. Dopo aver litigato costantemente per quasi un anno, abbiamo deciso che era ora di separarci e mettere fine al nostro matrimonio. Ritorno spesso a quella conversazione e mi vengono sempre le lacrime agli occhi.

Il giorno dopo la separazione è stato uno dei più brutti della mia vita. Svegliarsi a casa di un amico, senza vederla dormire accanto a me, è stato tremendo. Ho pianto, ho urlato, ho pensato anche al suicidio. Credevo che la mia vita fosse finita e che i miei figli mi avrebbero visto come io avevo visto mio padre dopo la separazione dei miei. Mi veniva da vomitare al pensiero di un altro accanto a lei.
Ma c’è speranza.

Quell’anno è stato duro. Ai nostri problemi si univano quelli finanziari ed ero in sovrappeso di circa 80 chili.

Il giorno seguente, dopo aver pianto disperatamente, ero determinato a cambiare vita. Non m’importava a quale condizione, volevo fare di tutto per avere una vita senza rimpianti. Così ho messo le scarpe da ginnastica e sono andato a correre. Anche se mi sentivo come se stesse per venirmi un infarto, ero deciso. Ho eliminato il cibo nocivo e ho iniziato una dieta sana. A volte provavo a chiamare mia moglie per dirle che l’amavo, ma rispondeva sempre la segreteria.

Mi svegliavo ogni giorno con la convinzione di migliorare. Il cambiamento mi è costato molti giorni e molte lacrime. In quel periodo io e mia moglie abbiamo ricominciato a parlarci, poi a vederci e ci siamo conosciuti nuovamente.

Il giorno prima della sentenza di divorzio doveva essere l’epilogo, con l’udienza in tribunale e la chiusura del caso. Abbiamo preferito l’amore al nostro passato. Ad oggi, siamo sposati da 16 stupendi e difficili anni. Ma ci siamo guadagnati questo matrimonio.

L’amore è una decisione.

Innamorarsi è facile. Quando provi certe cose, sei così felice da non vedere più nulla. Ma, finita la luna di miele, la realtà inizia a farsi avanti. Questo è il punto, sei tu a decidere che realtà vuoi. Un consulente molto saggio ci disse che l’amore non è un sentimento, ma una decisione. Si decide di amare e di restare innamorati.

I sentimenti sono mutevoli, ma quando decidi ogni giorno di rispettare la promessa, stai scegliendo l’amore. Quando pensi che preferiresti morire piuttosto che tradire la persona che hai accanto, stai decidendo di amare.

Ci sarà sempre un’altra persona attraente a tentarci. L’erba del vicino sembrerà sempre più verde, soprattutto nei momenti più difficili, ma il vero amore non conosce le tentazioni. Se siete separati, mi auguro che continuiate a sperare. Se qualcun altro vi ha sedotto, spero abbiate scelto l’amore e non l’attrazione fisica. Se la vostra vita insieme è appena iniziata, scegliete di amarvi in ogni singolo minuto che vi è stato concesso.

La vita è breve e il tempo è l’unica cosa che non potremo mai riavere. Potete arrivare alla fine dei vostri giorni rimpiangendo l’amore oppure felici delle vostre decisioni. Scegliete l’amore.

Questo blog è apparso originariamente su Huffington Post United States ed è stato tradotto dall’inglese da Milena Sanfilippo

Sono immensamente felice! Da oggi non avrò più quel peso sul cuore che mi ha accompagnato da diversi anni.

Oggi mia figlia, la mia dolcissima figlia mi ha fatto il regalo più bello che io abbia mai ricevuto!

Mi ha detto che venerdì scorso ha cercato suo padre, quel padre che da anni, da quando lei è diventata maggiorenne, anzi da quando all’età di 16 anni lei gli ha urlato tutta la sua sofferenza nel non sentirlo vicino, non si è più fatto vivo. Mia figlia ha 23 anni e martedì andrà a cena da suo padre.

Ci siamo abbracciate a lungo e mentre cercavo di ricacciare le lacrime le ho detto che ero felice soprattutto per lei, perché se era riuscita a cercarlo voleva dire che aveva superato il dolore e che quindi poteva affrontare la questione senza avere nessuna aspettativa, che ero felice per me perché tutti questi anni avevano finalmente un senso, e che ero felice per suo padre perché lei gli sta offrendo un’ulteriore possibilità.

Spero che comunque vada mia figlia possa mantenere quella serenità interiore che ha raggiunto con immensa fatica, con grande impegno, con immensa forza.

Mia figlia è già una grande donna, e senza sapere nulla di quello che sarebbe successo oggi, sono queste le parole che le ho scritto nel libro che stamattina le ho regalato.

http://www.huffingtonpost.it/natasha-craig/

blog.libero.it

“Io ti amo”.

È una delle frasi più desiderate del pianeta. Per sentirsi dire “io ti amo” da qualcuno, la gente è in grado di fare cose che ci hanno sorpreso, e di cui abbiamo sentito parlare in innumerevoli storie, pellicole e canzoni. E le cose che le persone sono in grado di fare per chi le ama sono altrettanto stupefacenti.

Ma perché ci teniamo tanto a sentirci dire “io ti amo”? Forse è la promessa di avere un posto nel cuore di qualcuno, o la nascente consapevolezza del nuovo significato che rivesti nella vita di qualcuno. Spesso è la frase che viene pronunciata prima che una relazione compia il passo successivo, la manifestazione del fatto che qualcuno venga amato per tutte le sue peculiarità, per il suo aspetto, per il suo cuore, per ciò che è (nel bene, nel male e nell’imperfezione). La gente adora quell’idea, l’idea di essere abbastanza, l’idea d’essere il tutto di qualcuno.

Amiamo essere amati.

Allora perché l’amore è tanto complicato? Perché la gente che dice di amarsi si lascia? Perché finiscono i matrimoni? Perché a volte le canzoni d’amore sono tanto tristi? Perché esistono i cuori infranti? Come fa una persona che una volta era il tuo tutto a diventare un estraneo o addirittura un nemico?

Forse perché l’amore è il male definitivo? O magari è un sentimento fugace che solo alcuni fortunati riescono a provare per sempre?

Io credo nell’amore. Io credo nella sua forza e nel significato che ha nei rapporti umani. Ma ho anche imparato che l’amore non sempre basta a se stesso. C’è bisogno di un qualcosa di più dell’amore per far funzionare un rapporto. L’amore dà inizio a tante grandi storie, ma l’amore da solo non farà durare una relazione per sempre.

Ci sono sei frasi che penso siano altrettanto importanti, e perfino ancor più importanti del “ti amo”. Frasi che secondo me noi tutti dovremmo sentir pronunciare da coloro a cui siamo vicini. Frasi che per noi dovrebbero essere importanti quanto una dichiarazione d’amore.

1. “Io ti perdono”

Io ti perdono per tutte le cose che hai fatto, o che farai, che potrebbero farmi soffrire. Ti perdono per come potresti scattare quando sei arrabbiato, ti perdono per le cose che potresti dire quando sei stanco dopo una lunga giornata. Ti perdono per tutte le volte che non ti sei neanche reso conto di avermi offesa. Ti perdono per i tuoi grandi errori, e anche per quelli più piccoli. Ti perdono per non esserti reso conto di ciò di cui avevo bisogno quando invece ero convinta che lo sapessi, o mi aspettavo che tu lo sapessi. Ti perdono quando fallisci, perché vedo quanto ci provi. Ti perdono nel modo in cui spero che sarai tu a perdonare me perché mi rendo conto che non siamo perfetti.

2. “Io mi sacrificherò per te”

Sacrificherò il mio tempo per te. Per te rinuncerò a me stessa. Resterò in piedi fino a tardi per stare al tuo fianco mentre impari a prenderti cura del nostro bambino, anche se poi la mattina dovrò andare al lavoro. Resterò al tuo fianco quando starai male. Quando ti sentirai debole sarò la tua forza. Per te ci sarò sempre, alle tre del mattino così come alle sette di sera. Ci sarò quando non ci sarà nessun altro, e ci sarò al cento per cento. In salute e in malattia, la mia disponibilità ad esserci non cambierà. Sacrificarmi non dipenderà dalle condizioni in cui ti troverai, ma lo farò perché esisti, e perché sei quel genere di persona per cui ne vale la pena.

3. “Io ti rispetto”

Io ti rispetto per ciò che sei, e non per ciò che penso che tu ti meriti. Ti rispetto perché meriti il mio rispetto, non perché te lo sei guadagnato. Rispetterò le tue opinioni e terrò sempre in considerazione i tuoi sentimenti. Ti tratterò come una persona coi suoi pensieri, le sue speranze, sogni e desideri. E quei pensieri, speranze, sogni e desideri conteranno per me tanto quanto contano per te.

4. “Io ti sosterrò”

Io sosterrò le tue speranze e i tuoi sogni. Io ti guarderò sempre le spalle. E tu potrai fidarti di me. Ti solleverò e non ti abbatterò mai. Mi assicurerò che tu abbia sempre ciò di cui abbia bisogno, fisicamente, emotivamente, spiritualmente e mentalmente. Ti risolleverò quando cadrai.

5. “Io ti proteggerò”

Io ti proteggerò dalla sofferenza. Io proteggerò il tuo cuore dal dolore. Io proteggerò l’idea di noi. Io non ti sminuirò. Farò tesoro di te e ti farò da scudo contro il male, la cattiveria e la mostruosità. Non lascerò che gli altri t’abbattano. Fra le mie braccia sarai al sicuro, al sicuro fra le mie mani e al sicuro nel mio cuore. Sarò il tuo porto sicuro, la tua rete di sicurezza e la persona di cui potrai sempre fidarti.

6. “Io ti sarò sempre devoto”

Non ti lascerò. Per te ci sarò ogni volta. E lo renderò una priorità della mia vita. Guarderò agli inizi del nostro rapporto, m’impegnerò per il nostro presente, e guarderò avanti al nostro futuro perché noi due siamo qualcosa che voglio duri per sempre.

C’è chi potrebbe obiettare che se ami qualcuno, tutte queste cose dovranno già far parte di quell’amore. Che chi ama si sacrifica automaticamente per te, ti rispetta, ti perdona, ti sostiene, ti protegge e ti è devoto.

In un mondo perfetto e ideale sono convinta che tutti questi attributi confluiscano insieme e si esprimano attraverso un sentimento puro e incondizionato. È un tratto che noi tutti ci sforziamo di sviluppare. Ma per mia esperienza siamo umani, e non raggiungiamo quel livello di perfezione – anche nei confronti di coloro che amiamo.

Se il vero amore fosse tutto ciò di cui abbiamo bisogno, l’amore non sarebbe altrettanto difficile e i rapporti non si sfascerebbero così facilmente.

La verità è che ci sono tante persone che potresti amare, ma pochissimi rapporti che potresti far durare per sempre. Ecco perché una persona è in grado di amare qualcun altro più della propria vita, pur nella profonda consapevolezza che fra loro non funzionerebbe mai. Ecco perché la gente è in grado d’allontanarsi da coloro che ama. Ecco perché c’è chi è in grado di rinunciare a una vita piena d’amore per un singolo istante di debolezza e di piacere egoistico. Ecco perché la gente mente, ruba e truffa e tradisce coloro che ama.

Ho amato tante persone, ma non sono con loro. Sto con un uomo che mi ha dato più dell’amore. Sto con un uomo che è riuscito a guardare oltre i miei errori. Sto con un uomo che si è sacrificato per me. Sto con un uomo che mi onora e mi rispetta. Sto con un uomo che si prende cura di me in tanti modi diversi. Sto con qualcuno che mi fa sentire protetta e sicura. Sto con qualcuno che so che mi amerà nella buona e nella cattiva sorte, che non mi ha lasciato né mi abbandonerà quando le cose si metteranno male.

Sto con l’uomo che per me è stato più di un “ti amo”.

http://www.huffingtonpost.com/natasha-craig/6-phrases-more-important-_b_6679492.html

 

COSA AMO IN UN UOMO

 

COSA AMO IN UN UOMO.

Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

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