Tag Archive: Pensieri


Giovani uomini che non sanno dare un senso al vivere

perché non è stato loro insegnato.

Pieni di dolore, insoddisfazione, rabbia.

Facili prede

Giovani che soccombono alla vita.

Giovani uomini non considerati, non rispettati,

che a loro volta non considerano, non accolgono,

non rispettano

fino ad arrivare ad uccidere, ad uccidersi!

Tutto il mondo è responsabile!

Il mondo intero,

quello occidentale e quello orientale.

Il rispetto e l’accoglienza vanno al di là di tutto,

al di là delle questioni economiche e strategiche.

Siamo tutti responsabili

La classe politica ne prenderà mai coscienza?

O ipocritamente continuerà a blaterare,

attentato dopo attentato,

invocando leggi più repressive e restrittive

per cercare di garantire più sicurezza.

Dobbiamo difenderci

Certamente

Ma dobbiamo difenderci dalle imposizioni economiche e politiche

che minano la nostra vita e la nostra libertà,

che ci riducono a numeri,

che ci rendono vuoti,

in un perenne stato 

di non-sense. 

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Il nostro vivere è così mutato!

E’ impersonale, virtuale, digitale, ansioso, di perenne urgenza.

Le emozioni sono compresse,

tenute lontano dal pensiero,

da noi.

Non ci prendiamo più il tempo necessario per esserne consapevoli

per sedimentare i sogni,

per sperimentare, per godere.

E’ solo un continuo correre dietro a non si sa cosa.

Pieni di rancore, ansia e disperazione, 

non sappiamo più amare.

Ancora non sono pronta

non sono pronta per la primavera

per le giornate luminose

che sembrano non finire mai

 

E non mi dispiace questa giornata quasi invernale

 

Mi raggomitolo in casa

quasi a proteggermi

da tutto quello che succede fuori

 

E continua a succedere

 

Morti e feriti

disseminati

su tutto il pianeta

 

E non vedo RINASCITE

E non sono pronta

Finalmente piove

Tutta quest’acqua riuscirà a levigare

il dolore, l’angoscia, la tristezza, la disperazione, la solitudine, la malinconia?

Ma l’anno è già cominciato con un attentato in Israele

di matrice non propriamente palestinese

Continueremo a dilaniarci a vicenda o sarà possibile davvero vivere in un altro modo? 

10 cose che le persone dotate d’intelligenza emotiva NON fanno

Pubblicato: 12/09/2015 11:59 CEST Aggiornato: 12/09/2015 12:01 CEST
INTELLIGENZA EMOTIVA

Ci affidiamo alla logica e alla ragione per affrontare la vita di ogni giorno, eppure dopo lunghe pause di riflessione, arriviamo alle stesse conclusioni a cui potremmo giungere in un batter d’occhio senza pensarci troppo. I nostri leader trascurano l’elemento umano di molte questioni socio-poliche e non c’è neanche bisogno che vi indichi la percentuale di divorzi per convincervi che molti di noi non scelgono il partner giusto (e non sono capaci di tenere in piedi le loro relazioni a lungo).

Sembra che la gente sia convinta che la cosa più intelligente da fare sia non provare alcuna emozione. Per essere efficienti bisogna essere come macchine, un prodotto dei nostri tempi. Una specie di robot ben oliato, consumista, programmato digitalmente, “non-cosciente” ma totalmente funzionante. E per questo… soffriamo.

Ecco quali abitudini adottano le persone capaci di essere consapevoli dei loro sentimenti. Che sanno come esprimere, gestire, scandagliare e modificare le proprie esperienze, perché sono loro il “centro di controllo”della propria esistenza. Sono i veri leader, conducono una vita completa e autentica . Dovremmo prendere spunto dal loro esempio. Ecco le cose che le persone dotate di intelligenza emotiva NON fanno.

1. Non credono che il loro modo di percepire una situazione rispecchi la realtà.
Vedono le loro emozioni come delle “risposte” ad una data situazione, non come parametri esatti per valutare quello che sta accadendo loro. Accettanno il fatto che la loro reazione potrebbe avere a che fare più con i loro problemi personali, che con la situazione oggettiva in corso.

2. I loro punti di riferimento emotivi sono dentro di loro.
Non vivono le emozioni come se fosse un altro a provarle, come se il problema da risolvere fosse di qualcun altro. Capire che l’origine delle cose che sentono è in loro stessi, li tiene alla larga dal pericolo della passività. Non cadono nell’errore di pensare che “dove l’universo ha sbagliato, l’universo rimedierà”.

3. Non presumono di sapere cosa li renderà davvero felici.
Dal momento che collochiamo tutti i nostri punti di riferimento nel passato, non abbiamo alcun mezzo per stabilire, adesso, cosa potrebbe renderci davvero felici invece di sentirci solo dei “sopravvisuti” alle esperienze più dolorose. Le persone dotate di intelligenza emotiva lo capiscono e si aprono ad ogni esperienza verso cui la vita le conduce, sapendo che ogni cosa cela un lato positivo ed uno negativo.

4. Non pensano che avere paura sia un errore.
Piuttosto, essere indifferenti significa avere intrapreso la strada sbagliata. La paura indica che stiamo cercando di raggiungere qualcosa che amiamo, ma che le nostre convinzioni e le ferite del passato ce lo impediscono (o forse sono lì proprio per essere curate, una volta per tutte).

5. Sanno che la felicità è una decisione, ma non sentono il bisogno di prenderla ogni volta.
Non si illudono che la “felicità” sia uno stato di grazia perenne. Si concendono il tempo per esaminare tutto quello che succede loro. Si concedono il lusso di vivere in una condizione di “normalità”. In questo stato di “non resistenza”, riescono a trovare appagamento.

6. Non lasciano che qualcun altro decida delle loro idee.
Capiscono che, subendo il condizionamento sociale, possono essere influenzate da mentalità, pensieri e idee che non appartengono a loro. Per opporsi a questo, scandagliano le loro convinzioni, riflettono sulla loro origine e stabiliscono se quel quadro di riferimento può fare al caso loro o meno.

7. Riconoscono che un autocontrollo infallibile non è un segnale d’intelligenza emotiva.
Non trattengono i sentimenti, non cercano di mitigarli al punto di farli sparire. Tuttavia, hanno la capacità di trattenere la loro risposta emotiva finché non si trovano in un ambiente più “appropriato”, dove poter esprimere ciò che sentono. Non sopprimono l’emotività, la gestiscono.

8. Sanno che un sentimento non li ucciderà.
Hanno raggiunto la forza e la consapevolezza necessarie per sapere che tutte le cose, anche le peggiori, sono passeggere.

9. Non regalano la loro amicizia a chiunque.
Vedono la fiducia e l’intimità come qualcosa da costruire, qualcosa da non condividere con tutti. Non sono circospette o chiuse, ma preferiscono agire con consapevolezza e attenzione quando si tratta di fare entrare qualcuno nella loro vita e nel loro cuore. Sono gentili con tutti, ma si concendono a pochi.

10. Non credono che un singolo sentimento negativo possa dominare il resto della loro vita.
Evitano di arrivare a facili conclusioni, di proiettare un momento presente nel prossimo futuro, credendo che un periodo di negatività possa caratterizzare il resto della loro vita, invece di essere un’esperienza transitoria e isolata. Le persone emotivamente intelligenti accettano i “giorni no”. Si permettono di essere umani. In questo modo, trovano la pace.

traduzione dall’inglese di Milena Sanfilippo

http://www.huffingtonpost.it/italy

Perché amiamo uomini non disponibili

Uomini ambivalenti, incoerenti, difficili o che non sanno essere intimi. Diverse facce di una stessa medaglia: uomini che non sono disponibili emotivamente, ma capaci di esercitare un certo fascino. Ecco così che spesso ci ritroviamo a sceglierli come partner, delegando loro il potere e il controllo all’interno della relazione. Un modello comune di coppia che però porta solo inadeguatezze, insoddisfazioni e smarrimento

di Brunella Gasperini 

Lui poco impegnato, emotivamente non disponibile, abbinato a una lei particolarmente sensibile e comprensiva, disposta a tenere duro. È un modello piuttosto comune di coppia. Sembra che gli uomini inaccessibili e ambivalenti esercitino un certo fascino. Non è difficile, come donne, essere pronte a inseguimenti emozionali verso qualcuno che in realtà, a livello profondo, non è capace di capire le nostre esigenze, non desidera quello che vogliamo noi. Uomini che non rimangono, non si stabiliscono, non vivono la nostra stessa relazione. Non si impegnano, ma ai quali deleghiamo il potere e il controllo, nel frattempo noi siamo prese a diventare come l’altro ci vuole, a lavorare duro per tenerlo vicino, a risultare interessanti.
Relazioni che alle volte diventano tossiche, abusanti o comunque non reciproche. Dove dovremmo non restare. Perché raramente conducono a un finale felice. E nemmeno a un “durante” soddisfacente. Portano invece inadeguatezze, insoddisfazioni, smarrimento. Ci inducono spesso ad attaccarci all’altro in modo morboso, insicure e bisognose di conferme, regalando a lui così tanta importanza. Un incastro perfetto.
Una relazione con un uomo indisponibile vuol dire rimanere sole. Lui non ci sarà mai in modo affidabile. Appendere su un uomo il nostro futuro, la nostra sicurezza, dipenderne, darci un senso solo se lui ci vuole, ci ama, ci sposa, è sempre un disastro per noi stesse.
Questo meccanismo per “funzionare” ha bisogno di due protagonisti, co-responsabili di ciò che succede. Lui e lei ne sono coinvolti allo stesso modo. Ma volendo schematizzare e inquadrare alcuni tratti caratteristici dell’uomo indisponibile, possiamo ricavare alcuni profili, distinti da tratti che in alcuni casi possono combinarsi e coesistere.

Uomini ambivalenti
Diversi anni fa lo psicologo comportamentista Burrhus Skinner individuò alcune leggi dell’apprendimento: un rinforzo, soprattutto se non è continuo ma intermittente, aumenta la probabilità che un dato comportamento casuale possa ripresentarsi. Sembra che talvolta questo modello funzioni anche nelle dinamiche relazionali. Uomini ambivalenti che alternano disponibilità e lontananza, che tirano in direzioni opposte tra vicinanza e indipendenza, che hanno idee distorte su cosa significhi stare in una relazione, attecchiscono sull’animo femminile. Persone che conoscono solo un modo per “attaccarsi” all’altro, vacillando, non riescono ad assestarsi. Quando non ci sono vanno capiti, interpretati, poveri uomini dai mille problemi. Poi tornano e risorgono emotivamente e allora questo ripaga dell’attesa. Poi di nuovo la loro indisponibilità e ancora lavoro da parte delle partner per ottenere la loro attenzione.

Partner schermo
Uomini sui quali è facile proiettare le proprie fantasie. Uno schermo vuoto, una tela sulla quale tracciare profili di una vita desiderabile, piena. Uomini indifferenti dal punto di vista psicologico, portatori di un vuoto che le donne sanno riempire di significati, contenuti, spessore. Il loro distacco paradossalmente funziona da collante, infonde nella partner la sensazione di aver scoperto una persona rara, misteriosa, con tante cose da dire e da scoprire. In realtà partner assenti emotivamente, incapaci di coinvolgersi, esserci anche per se stessi. Ma che stimolano prontamente quella parte di crocerossina, badante, assistente, coach life latente dell’animo femminile.

Uomini alfa 
Uomini cosiddetti “alfa”. Membri che nel gruppo si distinguono. Hanno posizione sociale, risorse finanziarie. Oppure sono semplicemente brillanti, hanno influenza e potere in qualche modo. Anche se incoerenti e difficili, sembrano meglio attrezzati rispetto al resto della popolazione maschile. Spesso tendono a preoccuparsi solo di quella parte della partner che può essere al loro servizio, pronta a soddisfare i loro bisogni e desideri. Si mettono al centro della relazione, occupando comodamente quel posto che le compagne lasciano loro, attrezzandolo con un tappeto rosso. In genere attecchiscono sulle insicurezze, su donne che forse non si sentono realizzate e hanno dubbi sulla loro capacità di ottenere ciò che vogliono dalla vita. Una condizione comune. Il maschio alfa ai loro occhi è forte e virile. Se si dedica a loro allora valgono qualcosa. E se le tratta male viene giustificato dall’immagine negativa che hanno di se stesse.

Uomini che non sanno essere intimi 
Uomini che non cercano autenticità e profondità, piuttosto le evitano. Che di fronte a tentativi di aprirsi a livelli più profondi, eludono e schivano, si allontanano per paura di perdere il controllo. Amano giocare in acque poco profonde. Non sanno fare spazio, accogliere e contenere, tengono a distanza, spesso impenetrabili e superficiali, stanno dietro muri emotivi, non vogliono rischiare niente. Desiderio e paura addormentano i loro sentimenti. Non riescono ad impegnarsi o hanno temuto impegno in relazioni passate. Sono sfuggenti e subdoli, ci sono e non ci sono, sono seduttivi ma non reali. C’è sempre bisogno di decodificare cosa dicono, non si riescono a capire. Con loro non si può condividere il mondo interiore.

 

 

http://d.repubblica.it/

http://www.huffingtonpost.it/natasha-craig/

blog.libero.it

“Io ti amo”.

È una delle frasi più desiderate del pianeta. Per sentirsi dire “io ti amo” da qualcuno, la gente è in grado di fare cose che ci hanno sorpreso, e di cui abbiamo sentito parlare in innumerevoli storie, pellicole e canzoni. E le cose che le persone sono in grado di fare per chi le ama sono altrettanto stupefacenti.

Ma perché ci teniamo tanto a sentirci dire “io ti amo”? Forse è la promessa di avere un posto nel cuore di qualcuno, o la nascente consapevolezza del nuovo significato che rivesti nella vita di qualcuno. Spesso è la frase che viene pronunciata prima che una relazione compia il passo successivo, la manifestazione del fatto che qualcuno venga amato per tutte le sue peculiarità, per il suo aspetto, per il suo cuore, per ciò che è (nel bene, nel male e nell’imperfezione). La gente adora quell’idea, l’idea di essere abbastanza, l’idea d’essere il tutto di qualcuno.

Amiamo essere amati.

Allora perché l’amore è tanto complicato? Perché la gente che dice di amarsi si lascia? Perché finiscono i matrimoni? Perché a volte le canzoni d’amore sono tanto tristi? Perché esistono i cuori infranti? Come fa una persona che una volta era il tuo tutto a diventare un estraneo o addirittura un nemico?

Forse perché l’amore è il male definitivo? O magari è un sentimento fugace che solo alcuni fortunati riescono a provare per sempre?

Io credo nell’amore. Io credo nella sua forza e nel significato che ha nei rapporti umani. Ma ho anche imparato che l’amore non sempre basta a se stesso. C’è bisogno di un qualcosa di più dell’amore per far funzionare un rapporto. L’amore dà inizio a tante grandi storie, ma l’amore da solo non farà durare una relazione per sempre.

Ci sono sei frasi che penso siano altrettanto importanti, e perfino ancor più importanti del “ti amo”. Frasi che secondo me noi tutti dovremmo sentir pronunciare da coloro a cui siamo vicini. Frasi che per noi dovrebbero essere importanti quanto una dichiarazione d’amore.

1. “Io ti perdono”

Io ti perdono per tutte le cose che hai fatto, o che farai, che potrebbero farmi soffrire. Ti perdono per come potresti scattare quando sei arrabbiato, ti perdono per le cose che potresti dire quando sei stanco dopo una lunga giornata. Ti perdono per tutte le volte che non ti sei neanche reso conto di avermi offesa. Ti perdono per i tuoi grandi errori, e anche per quelli più piccoli. Ti perdono per non esserti reso conto di ciò di cui avevo bisogno quando invece ero convinta che lo sapessi, o mi aspettavo che tu lo sapessi. Ti perdono quando fallisci, perché vedo quanto ci provi. Ti perdono nel modo in cui spero che sarai tu a perdonare me perché mi rendo conto che non siamo perfetti.

2. “Io mi sacrificherò per te”

Sacrificherò il mio tempo per te. Per te rinuncerò a me stessa. Resterò in piedi fino a tardi per stare al tuo fianco mentre impari a prenderti cura del nostro bambino, anche se poi la mattina dovrò andare al lavoro. Resterò al tuo fianco quando starai male. Quando ti sentirai debole sarò la tua forza. Per te ci sarò sempre, alle tre del mattino così come alle sette di sera. Ci sarò quando non ci sarà nessun altro, e ci sarò al cento per cento. In salute e in malattia, la mia disponibilità ad esserci non cambierà. Sacrificarmi non dipenderà dalle condizioni in cui ti troverai, ma lo farò perché esisti, e perché sei quel genere di persona per cui ne vale la pena.

3. “Io ti rispetto”

Io ti rispetto per ciò che sei, e non per ciò che penso che tu ti meriti. Ti rispetto perché meriti il mio rispetto, non perché te lo sei guadagnato. Rispetterò le tue opinioni e terrò sempre in considerazione i tuoi sentimenti. Ti tratterò come una persona coi suoi pensieri, le sue speranze, sogni e desideri. E quei pensieri, speranze, sogni e desideri conteranno per me tanto quanto contano per te.

4. “Io ti sosterrò”

Io sosterrò le tue speranze e i tuoi sogni. Io ti guarderò sempre le spalle. E tu potrai fidarti di me. Ti solleverò e non ti abbatterò mai. Mi assicurerò che tu abbia sempre ciò di cui abbia bisogno, fisicamente, emotivamente, spiritualmente e mentalmente. Ti risolleverò quando cadrai.

5. “Io ti proteggerò”

Io ti proteggerò dalla sofferenza. Io proteggerò il tuo cuore dal dolore. Io proteggerò l’idea di noi. Io non ti sminuirò. Farò tesoro di te e ti farò da scudo contro il male, la cattiveria e la mostruosità. Non lascerò che gli altri t’abbattano. Fra le mie braccia sarai al sicuro, al sicuro fra le mie mani e al sicuro nel mio cuore. Sarò il tuo porto sicuro, la tua rete di sicurezza e la persona di cui potrai sempre fidarti.

6. “Io ti sarò sempre devoto”

Non ti lascerò. Per te ci sarò ogni volta. E lo renderò una priorità della mia vita. Guarderò agli inizi del nostro rapporto, m’impegnerò per il nostro presente, e guarderò avanti al nostro futuro perché noi due siamo qualcosa che voglio duri per sempre.

C’è chi potrebbe obiettare che se ami qualcuno, tutte queste cose dovranno già far parte di quell’amore. Che chi ama si sacrifica automaticamente per te, ti rispetta, ti perdona, ti sostiene, ti protegge e ti è devoto.

In un mondo perfetto e ideale sono convinta che tutti questi attributi confluiscano insieme e si esprimano attraverso un sentimento puro e incondizionato. È un tratto che noi tutti ci sforziamo di sviluppare. Ma per mia esperienza siamo umani, e non raggiungiamo quel livello di perfezione – anche nei confronti di coloro che amiamo.

Se il vero amore fosse tutto ciò di cui abbiamo bisogno, l’amore non sarebbe altrettanto difficile e i rapporti non si sfascerebbero così facilmente.

La verità è che ci sono tante persone che potresti amare, ma pochissimi rapporti che potresti far durare per sempre. Ecco perché una persona è in grado di amare qualcun altro più della propria vita, pur nella profonda consapevolezza che fra loro non funzionerebbe mai. Ecco perché la gente è in grado d’allontanarsi da coloro che ama. Ecco perché c’è chi è in grado di rinunciare a una vita piena d’amore per un singolo istante di debolezza e di piacere egoistico. Ecco perché la gente mente, ruba e truffa e tradisce coloro che ama.

Ho amato tante persone, ma non sono con loro. Sto con un uomo che mi ha dato più dell’amore. Sto con un uomo che è riuscito a guardare oltre i miei errori. Sto con un uomo che si è sacrificato per me. Sto con un uomo che mi onora e mi rispetta. Sto con un uomo che si prende cura di me in tanti modi diversi. Sto con qualcuno che mi fa sentire protetta e sicura. Sto con qualcuno che so che mi amerà nella buona e nella cattiva sorte, che non mi ha lasciato né mi abbandonerà quando le cose si metteranno male.

Sto con l’uomo che per me è stato più di un “ti amo”.

http://www.huffingtonpost.com/natasha-craig/6-phrases-more-important-_b_6679492.html

 

 

La creatività è direttamente proporzionale

al grado di sofferenza o conflittualità.

La depressione è la deriva autolesionistica,

la creatività la sua alternativa
Silvia Gasperini

La follia deve essere la nostra guida, non la nostra destinazione.

L’immaginazione non è soltanto uno strumento artistico. Non possiamo delegare le congetture agli artisti. O meglio: che ci piaccia o no, siamo tutti condannati a essere artisti.

Siamo i creatori e gli artisti delle nostre vite, del futuro e del passato, se per esempio vediamo il passato come un cadavere, una risorsa o qualcos’altro. Siamo artisti nel modo in cui vediamo, interpretiamo e costruiamo il mondo. Siamo artisti quotidiani di giochi, conversazioni, camminate, cibo, amicizie, sesso e amore. Ogni bacio, ogni lavoro o pasto, ogni parola scambiata o ogni cosa sentita – ci sono modi migliori di ascoltare – ha in sé un po’ d’arte, oppure nessuna.

Per sopravvivere efficacemente nel mondo c’è bisogno di una grande capacità. Essere audaci e originali è un lavoro complesso: può sembrare impossibile, perché abbiamo storie e caratteri che possono diventare identità fisse. Diventiamo qualcosa prima di saperlo, e quel qualcosa ci trattiene.

Non solo: siamo abitati da demoni chiacchieroni e distruttivi, che non vogliono il meglio per noi. Vivere liberamente è una lotta: le identità diventano incerte. Versioni interiorizzate e irrilevanti delle leggi e delle tradizioni ci limitano: non c’è niente di così pericoloso come la sicurezza, che ci trattiene dal reinventarci e ricrearci. Il lavoro dell’immaginazione può apparire distruttivo e può annientare ciò a cui siamo più legati.

Naturalmente, se riusciamo a farlo, paghiamo i nostri piaceri con il senso di colpa. Alla fin fine, però, infelicità e disperazione sono più dispendiose e ci fanno ammalare. La follia dev’essere la nostra guida, ma non la nostra destinazione.

Hanif Kureishi

da la Repubblica

http://www.pensarecolcorpo.it

 
 
 
 
 
 

Luis Sepúlveda: «Grillo, devi leggere Gramsci» – CULTURA.

Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

noisuXeroi

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