Archive for novembre, 2012


Un'altra Donna. L'impudenza dello sguardo.

© Alessandra Cinquemani

C’era una volta a Prato  un fotoclub di nome Il Bacchino (e c’è ancora), da cui mi capitò di essere invitata come fotografa “ospite” ad esporre un mio lavoro.  L”ospite” in calendario dopo di me era Alessandra Cinquemani, che ebbi modo di conoscere insieme alle sue fotografie prima dell’inaugurazione;  mi mostrò campi di girasoli, spiegandoli come segni di  rinascita da un periodo cupo, il giallo dei fiori e l’azzurro del cielo saturati da un trattamento chimico variato (si era a inizio secolo, anzi millennio).  E poi foto intense dai colori acidi, attori al trucco nei camerini,  still-life dagli echi pop, sagome festose in controluce al gay pride.  Negli anni mi sono tornate in mente più volte:  alcune le ho ritrovate ora sul suo sito (ma avrei voluto ritrovarle tutte: mi mancano l’attrice con il trucco sciolto allo specchio, l’uomo in mezzo alla folla, il sottopassaggio di…

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Storico voto sulla Palestina all’Onu

ESTERI – Le Nazioni Unite si pronunciano sul riconoscimento come Stato osservatore non membro. Contrari Israele e Stati Uniti. Unione Europea divisa. Monti chiama Netanyahu e il leader dell’Anp Abu Mazen

onuL’Italia voterà a favore del riconoscimento dello status di ‘Stato non membro’ della Palestina all’Onu. La decisione di sostenere la richiesta palestinese al ‘Palazzo di vetro’ “non implica nessun allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele”, ha sottolineato il premier Mario Monti in una telefonata a Netanyahu, garantendo “il forte impegno a evitare qualsiasi strumentalizzazione” contro Israele. Il primo ministro israeliano gela però la speranza di un cambiamento. Il voto all’Onu sulla Palestina “non cambierà alcunché sul terreno”, precisa Netanyahu secondo cui quel voto “non avvicinerà la costituzione di uno Stato palestinese, ma anzi la allontanerà “. Anche se “la mano di Israele resta tesa verso la pace”, ha assicurato. Astensione invece per Berlino. “Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza. La Germania condivide l’obiettivo di uno stato palestinese. Abbiamo promosso il raggiungimento di questo traguardo in tanti modi, ma i passi decisivi verso la costituzione di uno stato possono essere solo il risultato di negoziati tra israeliani e palestinesi”, ha spiegato il ministro degli Esteri tedesco in un comunicato. I palestinesi si apprestano intanto a vivere una giornata memorabile. Una pagina di storia che verrà scritta molto lontano, al Palazzo di Vetro di New York, dove la maggioranza della comunità internazionale dirà sì alla Palestina come ‘Stato osservatore’. Che si tratti di un riconoscimento simbolico o di una decisione di sostanza, sarà sicuramente una grande vittoria diplomatica per Abu Mazen, che finalmente ottiene quello che con tutte le sue forze ha perseguito fin dall’inizio del suo incarico alla guida dell’Anp. Nella speranza che ora si possa davvero aprire la strada verso il riconoscimento della Palestina come Stato e un domani come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.  Il leader dell’Autorità palestinese ha passato la vigilia del voto dell’Assemblea generale dell’Onu proprio a New York, incontrando diversi interlocutori, tra cui il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon e cercando di strappare più consensi possibile alla risoluzione che – secondo le previsioni – dovrebbe essere approvata da almeno i due terzi dei 193 Stati membri.
Ha visto in un albergo anche i rappresentanti dell’amministrazione Obama, tra cui il vicesegretario di Stato americano, William Burns, e l’inviato Usa in Medio Oriente, David Hill: un incontro molto cordiale, ma entrambe gli hanno ribadito il fermo ‘no’ degli Stati Uniti alla risoluzione.
http://www.tg3.rai.it/

Triskel182

IL GOVERNO contro l’Europa. Ha aspettato l’ultimo giorno utile. In silenzio, senza annunci, ha presentato ricorso direttamente in Francia contro la sentenza della Corte europea di Strasburgo. Quella sentenza che il 28 agosto ha condannato l’Italia «per violazione del rispetto della vita familiare», bocciando all’unanimità la legge 40 perché incoerente dal punto di vista legislativo.
INCOERENTE poiché consente l’aborto a chi ha malattie genetiche come la fibrosi cistica, ma non l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita e la diagnosi preimpianto che avrebbero evitato questo trauma. Una sentenza europea che dopo le tante italiane, Corte costituzionale compresa, confermava la legittimità della diagnosi preimpianto e che condannava lo Stato a pagare 15 mila euro di danni morali alla coppia malata.

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Triskel182

NON si sentiva proprio il bisogno di questa ultima esternazione di Monti che adombra la possibilità che il sistema sanitario nazionale possa venir smantellato, o ridotto, a favore di un allargamento dello spazio per le assicurazioni private. Maliziosamente, qualcuno potrebbe pensare che, dopo aver colpito la sanità (come la scuola) in modo indiscriminato e a colpi d’accetta, rendendone sempre più difficile il funzionamento, ritenga che essa sia ormai così squalificata agli occhi dei cittadini da potersi permettere di prevederne la messa in liquidazione. Che la sanità italiana sia in affanno è sotto gli occhi di tutti, ma le cause di questo affanno sono molto meno chiare e univoche di quanto vogliano far credere le parole di Monti. E tra queste cause c’è anche il modo un po’ sconsiderato con cui si sta procedendo a contenerne i costi.

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Ex UAGDC

“Grazie a gente come questa, l’Italia si piazza all’80 esimo posto del Global Gender Gap Report…”, si legge sul blog di Marina Terragni, che comunica una cosa gravissima accaduta al consiglio regionale della regione Puglia, ovvero che Il Consiglio Regionale della Puglia ha bocciato a voto segreto la Proposta di Legge di iniziativa popolare ’50 e 50′. A comunicarlo è il Comunicato Stampa firmato dal Comitato Promotore 50/50 della Regione Puglia.

“Oggi è successa una cosa gravissima: il Consiglio Regionale della Puglia ha bocciato a voto segreto la Proposta di Legge di iniziativa popolare ’50 e 50′. 30 rappresentanti – evidentemente non più del popolo – hanno tolto la parola a 30.000 cittadine e cittadini pugliesi. Il Consiglio Regionale ha perso un’occasione storica: rendersi protagonista di una rivoluzione culturale. Se la legge fosse stata approvata si sarebbe stabilito un precedente unico e valido per tutta l’Italia. La vergogna…

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Ex UAGDC

Ammettiamolo, ogni tanto la vaticanissima Italia fa qualche passo avanti (anche se a passo di lumaca) e la cosa mi lascia incredula. Ieri con 336 voti, 33 contrari e 58 astenuti, passa la legge che finalmente non fa più discriminazioni tra figli legittimi e figli naturali. Svolta storica dunque per quanto riguarda i diritti dei bambini ma anche delle donne non sposate i quali figli avranno gli stessi diritti.

I figli di single, di coppie di fatto, perfino i figli di incesti godranno d’ora in poi degli stessi diritti di figli di coppie sposati: anche in Italia, dunque, i figli naturali sono equiparati ai figli legittimi, nati all’interno del matrimonio. Il figlio nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto dalla madre e dal padre anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento e il riconoscimento può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente. La legge riconosce…

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Quando ero ancora una ragazzina, un’adolescente sognatrice,

inconsapevole di
manipolazioni, fantasticavo di amori coinvolgenti, appassionanti,
meravigliosi!
Ero assolutamente certa che ne avrei vissuto uno
stupendo!
Ero istintivamente protesa verso l’universo maschile che mi
incuriosiva e attraeva magneticamente, già allora!
Pensavo sul serio che, a
differenza di quello che vedevo vivere in coppia, come in quella dei miei
genitori, per esempio, a me, a noi, ai ragazzi e alle ragazze della mia
generazione, non sarebbe toccato!
Perchè noi eravamo diversi.
Perchè
avremmo avuto un diverso modo di stare insieme, libero da sovrastrutture e
condizionamenti.
Avremmo formato coppie felici di stare insieme.
Coppie
che sarebbero state insieme e avrebbero continuato a stare insieme negli anni,
crescendo i propri figli perchè motivati e contenti di farlo.
Consapevoli che
dopo l’innamoramento e la passionalità, il rapporto avrebbe dovuto trasformarsi
in voglia condivisa di continuare ad esserci, con i propri spazi, le proprie
attitudini, le aspettative individuali e comuni.
Per fare tutto questo
sarebbe stato necessario riuscire a trovare un equilibrio-squilibrio tale da
garantire sia la coppia nel suo insieme che le singole individualità presenti
all’interno della stessa.
Compito arduo, di difficile esito.
Infatti tutto
si è sgretolato.
Si è tutto sgretolato per la mancanza di rispetto che la
familiarità sembra inevitabilmente portare con sè.
Si è tutto sgretolato
nella non consapevolezza di sè e dell’altro.
Si è tutto sgretolato
nell’assenza di una progettualità condivisa.
Tutto è miseramente morto,
ingoiato da separazioni dilanianti e dolorose e divorzi spersonalizzanti.
Ma
dalle macerie di questi devastanti divorzi le donne sono faticosamente rinate
Uscendo allo scoperto e facendo risplendere i loro talenti nascosti sono
riuscite ad essere madri e padri nello stesso tempo, sono riuscite a continuare
a lavorare con grande affanno e nella migliore delle ipotesi, anche a mantenere
per sè un pò di vita sociale.
Ci sono riuscite se sono state risparmiate
dalla furia omicida di ex mariti, ex compagni, ex fidanzati, che dicevano di
amarle tanto ma che, non accettando la fine del rapporto, le hanno
trucidate.
Forse ha ragione Galimberti quando dice che “IL MATRIMONIO
DOVREBBE ESSERE CONSENTITO SOLO AI CREATORI”, perchè la felicità è vero che ama
la passione ed probabilmente anche la sua sregolatezza, ma è altrettanto vero
che non si accontenta di una gioia passiva, perchè felicità significa
creare.
Quindi per poter stare insieme nel tempo, sposati o conviventi, il
più possile felici, si dovrebbe riuscire a creare una formula incantevole per
stare insieme come coppia ma nel rispetto delle singole individualità.

http://myelyblog-shadow.blogspot.it/

Polvere da sparo

E’ già possibile acquistare Scarceranda, l’agenda di Radio Onda Rossa contro il carcere,

che viene inviata gratuitamente a chiunque sia privato della propria libertà.
Ancora una volta un agenda che vada a scandire giorno dopo giorno l’
ODIO per il carcere, e il desiderio,
semplice e così facile da capire,
di distruggerlo, abbatterlo, ridurre il carcere in macerie.
Il carcere, in ogni sua forma.

E domani avremo il piacere di presentarla a Roma, al Forte Prenestino,
in una bella serata contro il carcere, per gli amanti della libertà

ore 20,30 presentazione dell’AGENDA 2013 e cena contro il carcere
ore 22 proiezione di “CESARE DEVE MORIRE”
di Paolo e Vittorio Taviani (Ita 2012) 76′

Qui invece potete trovare l’elenco dei testi presenti sul quaderno allegato all’agenda:
testi di Salvatore, Paolo, Nicola Valentino, Vincenzo Ruggero, un mio brano, i testi della campagna 10×100 e molte lettere, poesie e ricette…

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Complimenti signor Renzani,

non so se lei sia già un potenziale premier, ma di sicuro è diventato un format televisivo. La sfida fra il giovane che vuole mandare a casa la nomenclatura e l’erede dell’unico modello di comunismo di successo, quello delle coop, ha avuto il merito di restituire ai cittadini la voglia di guardare i dibattiti politici, ma soprattutto di uscire di casa per andare a compiere il gesto fondante di ogni democrazia: il voto. Grazie a lei, signor Renzani, in queste settimane abbiamo imparato a conoscere il significato della parola rottamazione e qualche nuova, ardita metafora sullo smacchiamento dei giaguari. Ci siamo fatti una cultura sulle regole per iscriversi alle primarie, sui finanziamenti delle campagne elettorali, su chi aveva amici alle Cayman e su quante legislature hanno fatto la Bindi e Massimo D’Alema. Ora però è arrivato il momento di parlare d’altro. Di politica. Di dire dove, e come, lei intende spostare questo Paese irrigidito dalla paura e immobilizzato dai conservatorismi. Questa settimana vorrei sentirla parlare di cose ideali ma concrete, dei suoi sogni e del modo di tradurli in realtà. Vorrei sapere cosa intende fare dei soldi delle nostre tasse. Li userà, come sempre è avvenuto in passato, per distribuire un po’ di finto benessere alle tante corporazioni che mugugnano alle sue spalle? Oppure utilizzerà quei denari per dotare tutto il territorio italiano della banda larga, per dare incentivi agli insegnanti più bravi, per finanziare la ricerca, per sostenere l’innovazione, per istituire un fondo per la bellezza che consenta l’accesso al credito a tutti quei giovani che si impegnino a lavorare nel turismo, nell’ambiente, nella cultura, nella messa in sicurezza del territorio? Insomma, Renzani, lei penserà solo al piccolo cabotaggio del presente o avrà il coraggio di coniugare i verbi al futuro? E nella sua opera di rinnovamento saprà essere così sicuro di sé da rinunciare alla facile tentazione di circondarsi di mediocri obbedienti per chiamare invece al suo fianco delle persone indipendenti ma piene di talento? Signor Renzani, se lei parlerà anche solo di alcune di queste cose, la politica in Italia ricomincerà a sembrare una cosa seria e persino una cosa bella. E, forse, avrà anche il mio voto. Buonasera.

Da chetempochefa.rai.it del 26/11/2012.

Triskel182

Alcune non hanno un volto, altre nemmeno un nome. Di altre invece le foto dello stesso viso sorridente che stava sul comodino dell’assassino, troppo spesso un padre, un marito, un figlio. Ricostruire la storia delle 116 donne ammazzate finora nel 2012 significa cercare di ridare un senso a una vita spezzata con violenza. E, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, urlare forte il grido: “Mai più”.

Ecco le storie delle centosedici vittime del 2012, una ogni sessanta ore.

Da La Stampa del 25/11/2012.

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Terra Santa Libera

Il folle progetto sionista si realizzerá con la pulizia etnica locale e la ricostruzione del tempio sul Monte Moriah

noisuXeroi

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#OgniBambinaSonoIo

dalla parte delle bambine

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

esorcista di farfalle

Se i tempi non chiedono la tua parte migliore inventa altri tempi. (Baolian, libro II, vv. 16-17)

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Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

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